Algida Temil, la forma astratta per descrivere la morbida fluidità dell’esistenza

l'aurora olio su tela

Molto spesso la scomposizione dell’immagine, il distacco pittorico della realtà, è un modo per esprimere sensazioni ed emozioni in maniera istintiva, impulsiva, a volte quasi irruenta proprio in virtù di quell’affrancamento da ogni regola figurativa che rende l’artista libero di manifestare i moti interiori. Nel caso della protagonista di oggi invece, la scelta dell’astrazione si trasforma in osservazione meditativa della realtà, alla scoperta della morbidezza delle emozioni del vivere contemporaneo.

L’Astrattismo affonda le sue radici in un periodo storico complesso, mutevole, delicato sia per l’incertezza del panorama storico europeo e internazionale, sia per i precedenti movimenti che avevano già teorizzato e sperimentato modificazioni e trasformazioni di tutte le regole precedenti sulla prospettiva, sul colore, sulla rappresentazione della realtà. A partire dai Fauves, per i quali la predominanza assoluta era il colore e la sua capacità di essere un mezzo comunicativo mettendo in secondo piano la bellezza dell’immagine, per poi continuare con il Futurismo che scomponeva le immagini per infondere nell’osservatore il senso di movimento e di velocità che caratterizzavano un’epoca di scoperte scientifiche e tecnologiche, passando per il Cubismo che divideva la realtà osservata in linee o forme geometriche per narrarne molteplici punti di vista e per sottolineare l’essenza che doveva andare oltre il concetto classico di bellezza, l’evoluzione verso l’astrazione totale della realtà visibile per lasciare spazio alla purezza del sentire, dell’emozione che doveva essere indipendente da ciò che viene visto, fu un passaggio naturale che condusse alla nascita dell’Astrattismo. I colori, le tonalità e l’essenzialità delle forme rappresentate erano funzionali alla rigorosità delle linee geometriche basate sulla ricerca della purezza dell’arte rispetto alle nuove tecniche di riproduzione delle immagini dovute alla fotografia, nell’Astrattismo Geometrico; mentre la morbidezza della scelta cromatica, le sfumature e l’approccio e a linee e forme circolari e sinuose erano indispensabili per quell’indagine su un’emotività spogliata di ogni riferimento a ciò che l’occhio conosceva dell’Astrattismo Lirico di cui Kandisky fu fondatore e maggiore esponente.

abbraccio sul mondo
1 Abbraccio sul mondo

Anche in Italia vi furono molti artisti che fecero proprie le linee guida dell’Astrattismo pur personalizzandole e adattandole al proprio sentire, uno tra tutti Mario Radice, considerato il padre del movimento nel nostro paese. Algida Temil, artista originaria di Udine e formatasi come autodidatta, si ispira proprio a Radice nella scelta cromatica che passa dai toni polverosi dei rossi e dei rosa, per finire a quelli più accesi degli azzurri, dei viola e dei gialli, ma sempre attraverso un velo morbido, senza gridarli in modo impositivo bensì ammorbidendoli di atmosfera delicata per accompagnare le curve sinuose delle sue opere.

fluttuanti movimenti della natura
2 Fluttuanti movimenti della natura

In questo la Temil si distacca dal maestro dell’Astrattismo italiano, perché sceglie di percorrere la strada delle linee ondulate, fluide, distaccandosi dalla geometria rigorosa per approcciare le sensazioni che percepisce e che sente ruotare attorno a lei in maniera più aperta, più possibilista, più empatica.

oltre il buio
3 Oltre il buio

Sembra suggerire che la via migliore per camminare attraverso quel mistero che è la vita, sia l’elasticità, la capacità di adattarsi plasticamente agli eventi, alle circostanze, a tutto ciò che accade, perché in fondo è esattamente attraverso un approccio morbido ed empatico che è possibile scoprire e svelare a noi stessi e agli altri le profondità di un mondo interiore che diviene filtro della stessa esistenza. L’apertura verso l’altro, i sentimenti intensi e importanti, la capacità di osservare con meraviglia i piccoli eventi quotidiani che normalmente nel vivere contemporaneo sfuggono, sono i temi ricorrenti di Algida Temil, narrati attraverso una forte sensibilità in grado di fuoriuscire dalla tela e avvolgere l’osservatore.

amore indissolubile
4 Amore indissolubile

Nell’opera Amore indissolubile lascia emergere una delicata figurazione per raccontare un sentimento forte, capace di unire due individualità per dare forma a un’unica essenza, quella terza figura in bianco che rappresenta l’anima di entrambi, la fusione che si genera davanti a un amore unico e indivisibile; la scelta cromatica è tenera, cipriata, polverosa proprio perché un sentimento è in grado di modificare la realtà circostante, renderla più bella, più conforme alle note melodiose di ciò che le due parti vivono insieme.

uniti ma distanti
5 Uniti ma distanti

E poi, per forza contraria, racconta dell’opposto nella tela Uniti ma distanti, quello stato in cui si trovano molte coppie nel quale la comunicazione si perde, la vicinanza emotiva è tutt’altro da quella fisica e il restare insieme si trasforma in una scelta formale, una gabbia da cui entrambi desidererebbero uscire pur non riuscendovi; i colori in questo caso non abbracciano i protagonisti come nell’opera precedente, bensì sembrano volerli attrarre verso l’esterno, tentatori di una fuga che sembra impossibile da concretizzare.

luci ed ombre
6 Luci ed ombre
colori di primavera
7 Colori di primavera

Ma quando racconta della luce, del sole e dello sguardo volto verso un esterno che troppo spesso viene tralasciato nella frenesia della quotidianità, le tonalità divengono più vivaci, più luminose e vivide come nei lavori Luci ed ombre e Colori di primavera, nelle quali si svela la solarità della Temil, quella tendenza a vedere il positivo al punto di non considerare le ombre perché ciò che conta è guardare verso la luce, un approccio ottimista attraverso cui guardare le cose che rende l’esistenza decisamente più affascinante e rassicurante. Nel corso della sua ventennale carriera Algida Temil ha partecipato a collettive di grande rilievo su tutto il territorio nazionale, da Roma a Grosseto, da Udine a Venezia; ha partecipato alla Biennale Internazionale dell’Etruria e alla Biennale d’Arte della città di Udine e ha al suo attivo due importanti mostre personali di cui una presso la Cat Gallery di Udine.

ALGIDA TEMIL-CONTATTI
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