Antonacci a Domenica In: “Mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale di mio padre nello stadio della sua città”

ROMA – Ospite del salotto di Domenica In condotto da Mara Venier su Rai1, Biagio Antonacci si è raccontato in un’intervista a tutto tondo, tra grandi successi e spaccati di vita privata.

“Grazie a loro mi sentivo sicuro sul palco”, ha spiegato parlando dei suoi genitori. “Mamma è stata il punto di riferimento della mia vita, è una donna moderna, mi seguiva in tournée anche con papà. Mi sentivo protetto da loro sul palco: tutte le paranoie che si crea un artista finiscono perché sai che lì c’è qualcuno pronto a difenderti, sai che salterebbero sul palco per te. Lui era sempre lì che osservava, mi controllava”.

“All’inizio avevano paura che mi potessi illudere”, ha spiegato il cantautore, “paura della mia delusione, di quello che può succedere a un uomo quando non riesce a fare quello che sognava di fare, e mi tenevano un po’ distaccato, infatti ho fatto il geometra per tanti anni, anche quando già cantavo”.

“Lui se n’è andato nel 2014, è mancato una settimana prima del mio concerto a Bari, nello stadio della sua città. Aveva organizzato una festa con tutti gli zii rimasti, l’albergo, gli aerei per tutti”, ha raccontato ancora a proposito del padre. “Poi si è ammalato ed è morto abbastanza in fretta e io mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale. Questa è una cosa che mi ha fatto capire la potenza che ha la vita, e anche la morte, perché trasferisce un onore, i desideri. Se hai quel coraggio, quella forza di fare un concerto davanti a 30.000 persone con il magone, vuol dire che c’è qualcosa di superiore lassù”.

Non è mancato, tra i momenti musicali, un omaggio a Gino Paoli: “Uno degli ultimi poeti veri, a mio avviso il più grande poeta contemporaneo. Ho mangiato con lui l’anno scorso a Genova e insieme a noi e alle nostre compagne c’era anche il mio piccolino che ama molto ‘La Gatta’. Gli ho detto: ‘Sai chi è lui? È il signore che canta la Gatta’, e Gino l’ha cantata a mio figlio… Non mi è neanche venuto in mente di fare una foto perché i ricordi così restano per sempre, non sono codificati dalle immagini, una meraviglia!”.