“Battuta/Bazooka”, Ponee: “Il primo tassello della mia seconda pelle”

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Ponee è il principale alter ego musicale di Antonio Schiano, che si contorce tra ulteriori mutevoli personalità: event manager, dj, autore per sé e per altri

ponee coverVenerdì 19 novembre 2021 è uscito Battuta/Bazooka (in distribuzione Believe), il nuovo singolo di Ponee, un nuovo capitolo e un nuovo inizio sfacciatamente pop per il cantautore urban di Milano. Battuta/Bazzoka è presentato insieme alla realtà creativa “Caramello”, di cui Ponee è co-fondatore e con la quale dà sfogo alle proprie idee, tra showcase, concerti e format musicali. Il brano si lancia verso nuovi orizzonti sonori e nuove sfumature vocali, tra melodie pop e testi un po’ amari un po’ ironici, dal sapore fresco, dal sapor di Caramello.

Ponee ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Battuta/Bazooka” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Battuta/bazooka è in pratica il nuovo primo tassello della mia seconda pelle come Ponee. E’ una canzone che anticipa “qualcosa” di più strutturato, dove quel “qualcosa” è volutamente ancora vago per non rimanere incastrato in parole come album, ep o simili. Parla di due diverse modalità di affrontare gli ostacoli quotidiani; il primo -battuta- rappresenta la leggerezza e la capacità di riderci sopra, il secondo – bazooka – la voglia folle di distruggere tutto e di auto-distruggersi, quando le cose non vanno.

Che cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Beh, in primis direi il messaggio che, appunto, è quello che ti raccontavo prima. A livello musicale invece mi piace pensare che dia comunque serenità, ecco perchè c’è questo contrasto tra il tema e le sonorità più soft, più leggere. Mi piace pensare che strutture e arrangiamenti pop possano incontrare temi non necessariamente consueti e tentare di affrontarli in modo non banale.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Champagne e tappeti rossi o, più verosimilmente, qualche feedback sincero. Non mi aspetto le folle, sebbene definisca il pezzo pop che, in teoria, può stare per “popolare”; ma che quei pochi o tanti che lo ascoltano possano percepirne la cura che c’è dietro e quindi le giornate di studio, di registrazione, di mix etc.

Come nasce il tuo progetto musicale?

Dopo un po’ di tempo che già facevo musica sentivo di non essere al 100% onesto verso alcuni lati della mia persona e, forse, avevo bisogno di qualcosa che facesse maggiormente capo ai miei pensieri, alle mie elucubrazioni. Ho praticamente sempre fatto musica in due fino a quel momento e semplicemente desideravo tentare nuove forme di espressione; è la solita vecchia storia di una necessità diventata dipendenza.