“Bloom”, il nuovo singolo del duo Glitch Project: il significato

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“‘Bloom’ rappresenta la nostra rinascita sia artistica che personale è una presa di coscienza sul cambiamento, sia sul lato emotivo sia sugli eventi del mondo circostante e sul modo di affrontarlo”

Da mercoledì 5 maggio è disponibile in digital download, sulle piattaforme streaming e in rotazione radiofonica “Bloom” (Meat Beat/Artist First), il nuovo singolo del duo femminile Glitch Project, composto da Maida Cerasino e Federica Pepe. La formazione torinese, che ha già riscosso molto interesse in Italia e all’estero, torna sulle scene per raccontare una storia che mai, più di oggi, è quella di tutti, un desiderio di fuga che diventa un’indagine profonda di sé.

Le Glitch Project ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Bloom” è il vostro nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Durante il lockdown abbiamo riscontrato una forte esigenza di ricerca di una via di fuga dalla staticità e dalle ansie della quarantena. Per questo motivo abbiamo iniziato a sperimentare e a ricercare il giusto sound capace di descrivere, attraverso i suoni, tutti quegli stati d’animo che ci hanno spinte alla creazione di Bloom. Per noi questo singolo è l’ingresso a quello che noi definiamo bolla emotiva. Un luogo, non fisico, dove potersi immergere e lasciarsi trasportare dal sound.

Cosa volete trasmettere con questo lavoro?

La possibilità, per chiunque l’ascolti, di poter evadere dalle situazioni d’impasse emotiva e potersi rifugiare nella propria confort-zone dove il confronto con se stessi diviene un’esigenza. Questo è ciò che è abbiamo vissuto durante la creazione di “Bloom” e anche se le nostre esperienze individuali sono differenti, siamo riuscite a creare un qualcosa che rende il percorso di ricerca interiore simile per entrambe.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Fin dall’inizio il nostro obiettivo è quello di riuscire ad arrivare a più gente possibile. Sperando di diventare, perché no, la colonna sonora per chiunque si riveda nella nostra musica.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Ci siamo incontrate nel 2017, ma solo verso la fine 2018 abbiamo deciso di provare a dar forma a un progetto musicale. Abbiamo auto-prodotto il nostro primo EP (Enchain, 2019) con cui abbiamo riscontrato un discreto seguito, soprattutto all’estero. Questo è uno dei motivi che ci ha spinte a continuare con la scrittura dei testi in inglese. Dopo l’uscita dell’EP abbiamo deciso di concentrarci esclusivamente sulla ricerca di un sound che potesse adattarsi perfettamente a noi. In questo ci ha aiutate Raffaele “Neda” D’Anello, il nostro produttore che, fin dal primo incontro, è riuscito a valorizzare e supportare il nostro progetto e la nostra continua crescita musicale e artistica.