Bonafede: “Nordio lancia messaggi devastanti, è in pericolo la base della democrazia”

ROMA – “Detta da un ministro, mi sembra una frase davvero grave, con cui fa di tutta l’erba un fascio. Quando ero Guardasigilli, ci fu una grave crisi che toccò il Csm (il caso Palamara, ndr), ma io specificai sempre che si trattava di degenerazioni delle correnti, e non di tutta la magistratura”. Lo afferma, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’, Alfonso Bonafede, ex ministro M5S della Giustizia, commentando le ultime dichiarazioni del guardasigilli Nordio. “Anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino facevano parte di correnti – aggiunge – come tanti altri magistrati che hanno dato la vita per questo Paese. La magistratura è il volto dello Stato nell’applicazione della legge: va rispettata. Un ministro dovrebbe osservare un contegno istituzionale”.

Perché è contro la riforma? “È inutile – va avanti l’ex ministro M5S – perché non risolve i problemi della giustizia, per cui servirebbero innanzitutto investimenti. E poi non si cambiano ben sette articoli della Costituzione senza coinvolgere il Parlamento con un’approfondita discussione. I Padri costituenti si confrontavano su ogni parola. La mia proposta del 2019 era molto diversa. Consisteva in un sorteggio temperato: si sorteggiava una percentuale rilevante di magistrati in ogni collegio, e poi i colleghi votavano i nomi da questo elenco. Era un modo per salvaguardare il merito, perché così i giudici avrebbero votato colleghi di cui potevano valutare la qualità. I membri del Csm sarebbero sempre stati eletti, rispettando quanto previsto dalla Carta. Ora invece creano tre organi al posto dell’attuale Consiglio. Un modo per dividere e indebolire i magistrati”.

La riforma serve al governo per controllare i pm? “Con la separazione delle carriere – afferma ancora Bonafede -, il rischio è altissimo. Basta ascoltare Nordio, quando rivolgendosi a Elly Schlein ha teorizzato che converrebbe anche al Pd, ossia al governo di turno. E il ministro Tajani, che ha ventilato di togliere la gestione della polizia giudiziaria ai pm, portandola nell’orbita dell’esecutivo”. Nordio ha attaccato i trojan, di cui lei estese l’uso: “È una vergogna usarli per mazzette modestissime”. E infine: “Premesso che rivendico quanto fatto con la mia Spazzacorrotti, lo trovo un messaggio culturalmente devastante”, conclude.