Nel 2026 torna uno dei bonus più apprezzati degli ultimi anni, richiederlo è semplice ma bisogna fare attenzione ad alcuni errori.
Il bonus mobili ed elettrodomestici resta disponibile anche nel 2026, confermato dalla legge di Bilancio e recepito dall’Agenzia delle Entrate senza modifiche sostanziali. L’agevolazione consente di recuperare il 50% delle spese sostenute per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, fino a un massimo di 5.000 euro.
Il risparmio fiscale massimo ottenibile è quindi pari a 2.500 euro, recuperabili nel tempo attraverso la dichiarazione dei redditi. Si tratta di un incentivo molto apprezzato, perché permette di ridurre i costi legati all’acquisto di mobili ed elettrodomestici dopo un intervento edilizio.
Torna il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, ecco come richiederlo
Il bonus non è autonomo, ma strettamente collegato ai lavori di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alle detrazioni per ristrutturazione. Per accedere all’agevolazione è necessario rispettare un doppio vincolo temporale stabilito dalla normativa vigente.

I lavori devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025, mentre gli acquisti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026. Solo gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia consentono l’accesso al bonus.
La manutenzione ordinaria non è sufficiente, salvo casi specifici che riguardano le parti comuni degli edifici condominiali. Elemento decisivo è l’ordine cronologico, perché la data di avvio dei lavori deve precedere quella degli acquisti agevolati.
Il collegamento tra intervento edilizio e acquisti può essere dimostrato tramite titoli abilitativi, comunicazioni amministrative o dichiarazioni sostitutive. Questa documentazione è fondamentale per superare eventuali controlli e dimostrare la corretta fruizione dell’agevolazione fiscale.
I contribuenti non otterranno uno sconto immediato dal bonus, ma lo recupereranno tramite la dichiarazione dei redditi negli anni successivi. Il sistema riconosce la detrazione nel modello 730 o nel modello Redditi e la ripartisce in 10 rate annuali di pari importo.
Si tratta quindi di un beneficio che richiede una pianificazione fiscale attenta e una gestione ordinata delle spese sostenute. Un aspetto spesso trascurato riguarda il soggetto che sostiene le spese, elemento determinante per il riconoscimento del bonus.
L’agevolazione spetta esclusivamente a chi ha pagato i lavori di ristrutturazione, senza possibilità di suddividere il beneficio tra più persone. Se i lavori sono stati pagati da un soggetto e l’arredo da un altro, la detrazione non spetta a nessuno dei due.
Il diritto al bonus non si trasferisce in caso di vendita dell’immobile né in caso di decesso del contribuente che ha sostenuto le spese. Per questo motivo è essenziale conservare fatture, ricevute tracciabili e tutta la documentazione che attesti il corretto ordine delle operazioni.










