CHIETI – “In generale c’è una situazione abbastanza bizzarra: da una parte la crisi industriale, e Stellantis l’abbiamo nominata, ma aggiungerei una grande preoccupazione per il settore dell’industria pesante, per la produzione dell’acciaio, altro tema che deve essere risolto: un Paese come il nostro, industriale, senza l’acciaio probabilmente perderebbe la sua capacità produttiva; c’è una grande crisi nel settore moda che colpisce diversi distretti industriali, fiore all’occhiello fino a qualche anno fa”. Lo ha detto a Chieti il segretario nazionale dell’Ugl, Paolo Capone, a margine dell’inaugurazione di una nuova sede del sindacato, aggiungendo poi: “Di contro, i dati Istat ci restituiscono un aumento degli occupati, una diminuzione dei disoccupati, una diminuzione dei Neet, quelli che non cercano occupazione e non si preparano ad affrontare il mondo del lavoro, e anche l’altro dato importante: la maggior parte di questa occupazione al 60% è costituita da lavori a tempo indeterminato, quindi lavoro buono”.
“Parte di quello che stiamo perdendo nel settore specifico dell’industria pesante, quella automobilistica in particolare, quote di mercato vengono recuperate in settori dove gli indicatori sono positivi: la cantieristica navale va avanti – ha proseguito Capone – C’è il grande polo dello spazio su Torino che sta sostituendo e assorbendo quelle capacità di ingegnerizzare nuovi processi. C’è qualcosa che si muove e questo è assolutamente positivo”. Quanto all’apertura della Zes a Marche e l’Umbria, per il segretario Ugl “è anche questo un segnale che dà un po’ di respiro, due regioni diventate in transizione, non più regioni a pieno regime come prima: anche lì c’è evidentemente un’attenzione. Io credo che possiamo nutrire qualche speranza, deve essere però corroborata dai fatti e su questo vedremo durante un autunno che non sarà caldissimo, ma speriamo sia mite”.