Cristallo: intervista all’autrice di Falena e Casa di vetro

cristallo casa di vetro

La cantautrice bolognese ha da poco pubblicato il suo ultimo singolo. I significati nascosti del brano e la sua carriera: ecco l’intervista

Prendere le distanze dalla realtà e trovare le parole giuste per riuscire a raccontare gli stati d’animo che – spesso – ci turbano e ci trascinano in spirali di riflessione solitaria. Si può dire che il senso – molto introspettivo – di Casa di vetro (Blackcandy Produzioni), abbraccia la sfera emotiva e compositiva dell’autrice. Un sound alternativo che coinvolge lo spettatore e lo mette a tu per tu con sé stesso e con una realtà che da luogo fisico “diventa immaginario”, come la stessa autrice ci ha rivelato nell’intervista.

Del resto Cristallo, nome d’arte di Francesca Pizzo, sembra avere una predilezione per tematiche intime tinte di onirica immaginazione: il lockdown ci ha resi fisicamente più distanti e – sebbene il brano è stato scritto prima di quel periodo – il testo di sembra comunque calzare a pennello con le sensazioni che hanno coinvolto chi è stato costretto a fermarsi. Fermarsi a pensare; fermarsi per pensare.

Fragilità e solitudine, ma anche forza interiore che spinge la cantante a rifugiarsi in un luogo sicuro dove poter riflettere e riflettersi: come in un gioco di luci e specchi. Diretto da Giuseppe Lanno, il videoclip ufficiale vede la stessa Cristallo impegnata nella sua vita domestica, dilatata e fuori dal tempo. Disponibile nei principali digital store dallo scorso 22 maggio, il singolo è in rotazione radiofonica dal 5 giugno.

Di seguito l’intervista che noi de L’Opinionista abbiamo realizzato con lei per l’occasione.

La casa di vetro: un luogo fisico, vista la quarantena, e psicologico, sembra. Ti va di parlarci un po’ meglio dei significati, ce ne sono più di uno, della
canzone?

La casa di vetro è proprio un luogo fisico che però diventa immaginario. A volte trovo a dovermi isolare in una dimensione che gli autori conoscono bene. Si tratta di prendere le distanze dal resto per guardarlo e raccontarlo nel modo più onesto. Quando ci riesco scrivo un pezzo nuovo.

Casa: ci abbiamo passato più tempo di quello che avremmo voluto, forse. Ma cos’è – o chi è – per te casa? Ti ha aiutato durante il lockdown?

Io in casa mi trovo sempre molto bene e ammetto di non avere sofferto come altri questo periodo di isolamento forzato. Si tratta di un luogo in cui ho davvero tutto ciò che mi serve per stare bene. I libri, la chitarra, carta e penna, i miei cani. Però quando si è trattato di parlare di “ritorno alla normalità” mi sono resa conto che mi ero abituata all’isolamento e questo mi ha preoccupato.

Dal 2017 ad oggi si può dire che con i Baustelle si sta instaurando un rapporto privilegiato. Ti va di parlarcene?

Sono stata scelta dai Baustelle per le loro copertine de L’amore e la violenza e L’amore e la violenza volume II. Poi nel corso del loro ultimo tour estivo ho avuto la fortuna di aprire alcune delle loro date. È stata un’esperienza molto emozionante per me.

Falena (del 2019) è un brano che evoca un certo simbolismo notturno. Sei tu la falena? E perché questo animale ti ha colpito tanto?

La falena è capitata nel mio brano per assonanza. Ho scritto il testo improvvisando con la voce sulla chitarra e senza nemmeno rendermene conto la falena è arrivata. Il giorno dopo ho riascoltato la bozza registrata e ho capito che quell’animale notturno che cerca la luce era la metafora perfetta per rappresentare l’innamoramento.

Chi sono – musicalmente – i musicisti che ti ispirano, in fase di composizione e/o stesura di un testo?

In fase di composizione e scrittura del testo vado dritta per la mia strada. Non saprei nemmeno come trarre spunto da altri artisti. Sicuramente però i miei ascolti mi influenzano a livello inconscio. Ultimamente sto ascoltando molto Agnes Obel, Fiona Apple, Self Esteem. Tra gli italiani mi vengono in mente La rappresentante di lista, Joan Thiele.

Con chi duetteresti volentieri, in futuro? Il sogno nel cassetto…

Quando mi fanno questa domanda decido sempre che bisogna puntare in alto. Quindi ti rispondo Manuel Agnelli.

Piani per il futuro: il coronavirus ha cambiato un sacco di cose. Ti va di anticiparci qualcosa?

Quello che posso dire è che l’uscita del mio disco, prevista per la scorsa primavera, è stata posticipata all’autunno. E poi che, se sarà possibile, lo porterò in giro con un tour elettrico. Incrociamo le dita e speriamo di vederci presto dal vivo.