La rapper Cloude ci racconta il suo nuovo brano “Resta Con Me”

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Dal 4 dicembre è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “Resta Con Me”, brano estratto dal nuovo album di Cloude dal titolo “Lotto” (Fuzz Records/Believe) disponibile in digitale dallo stesso giorno. “Lotto”: già dal titolo e da quel verbo usato in prima persona singolare, questo nuovo brano del rapper Cloude pone l’accento su una predisposizione naturale alla sfida, ma anche su un intimo squarcio di vita vissuta dello stesso autore che parte dall’infanzia e approda alla vita adulta, quella fatta di sacrifici grandi e traguardi piccoli, ma preziosi.

L’artista ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Resta Con Me” è il tuo nuovo brano, come nasce?

Avevo il testo in testa da tempo, il periodo che stavo vivendo era di forte ispirazione per scrivere, appena ho ricevuto il beat definirlo è stato un’attimo. Resta con me parla di un periodo lungo pieno di sfumature della mia vita, essendo che durante la creazione dell’intero progetto, sentivo che in me c’era un cambiamento positivo, la voglia di provarci e restare invece che scappare e non affrontare la realtà, mi ha aiutato nella stesura. Essere consapevoli di volere qualcosa mi ha aiutato, avendo vissuto un periodo lungo di poca stima, essermi ritrovato è stato fondamentale.

“Lotto” invece è brano estratto dall’album, come si caratterizza?

Con lotto ho voluto paragonare il mio percorso di crescita sociale con quello attuale, dove oggi c’è molto materialismo e tanto spreco che il più delle volte non è affatto necessario, anche se lo desideriamo continuamente. Ho volutamente intitolato la canzone Lotto anche per un idea di posizione, di lotta personale per non essere un numero ma qualcosa di unico, anche solo personalmente, e la citazione al gioco del lotto è un mio pensiero verso la generazione dei miei genitori che hanno creduto ai numeri per cambiare una vita rimasta uguale.

Che cosa vuoi far trasparire con questo lavoro discografico?

Ho iniziato a scrivere questo disco con l’idea di capirmi per prima cosa, di essere sincero e di raccontare con lucidità la mia vita e la mia realtà.Essendo che non ci vuole un disco per farlo ho bisogno di fare altra musica per spiegare tutto questo.

Come ti sei avvicinato alla musica rap?

Erano gli anni 2000, circolava già molto rap, ma non c’erano tutti gli ascoltatori di oggi. Facevo la prima superiore quando ascoltai gli OTIERRE, quel suono mi aveva emozionato al primo ascolto, volevo da subito farne parte, volevo farlo anche io, è da lì ho iniziato la mia carriera senza sosta. Sono contento che avendo vissuto i periodi “bui” del rap, sia diventata oggi anche in Italia una musica senza confini.