È condivisibile l’obiettivo di riportare il Fondo alla sua funzione originaria: intervenire soprattutto dove esistono effettivi fallimenti di mercato, sostenendo le imprese economicamente sane che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito e accompagnando gli investimenti produttivi. Positiva anche la volontà di semplificare l’offerta del Fondo e di concentrare le risorse pubbliche sulle operazioni nelle quali la garanzia può produrre una reale addizionalità.
Nella nuova architettura dello strumento è fondamentale valorizzare pienamente la funzione dei Confidi. Grazie alla conoscenza diretta delle imprese, dei territori e delle filiere produttive, i Confidi rappresentano un presidio essenziale per facilitare l’incontro tra il sistema bancario e le micro e piccole imprese, soprattutto quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai finanziamenti.
La garanzia mutualistica non costituisce un semplice passaggio aggiuntivo, ma offre valutazione, consulenza e accompagnamento finanziario. Contribuisce a migliorare la qualità delle richieste di credito, a ridurre le asimmetrie informative e ad ampliare la platea delle imprese che possono beneficiare della garanzia pubblica.
Per queste ragioni CNA chiede che, nelle operazioni realizzate attraverso i Confidi, venga innalzata oltre gli attuali 100mila euro la soglia prevista per i finanziamenti di importo ridotto. L’ampliamento consentirebbe di adeguare lo strumento ai fabbisogni finanziari effettivi delle imprese, valorizzando la capacità dei Confidi di selezionare e accompagnare le aziende anche nella realizzazione di programmi di investimento di maggiore consistenza.
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