
Per CNA il rilancio della filiera passa dalla valorizzazione del capitale umano e delle competenze. Il frantoio non è soltanto un impianto di trasformazione, ma il luogo nel quale sapere, esperienza e scelte tecniche incidono direttamente sulle caratteristiche qualitative, nutrizionali e sensoriali del prodotto finale. “La qualità dell’olio italiano non dipende soltanto dalla materia prima – CNA AgroAlimentare – ma anche dal sapere e dalla responsabilità professionale di chi guida il processo di trasformazione. Riconoscere il Mastro Oleario significa valorizzare l’artigianalità italiana, accrescere la trasparenza della produzione e rafforzare l’eccellenza del nostro olio EVO”.
La proposta si ispira all’esperienza della Regione Puglia, che ha già riconosciuto la figura del Mastro Oleario e istituito un apposito albo, favorendo la formazione e la qualificazione degli operatori. Secondo CNA AgroAlimentare, il riconoscimento nazionale deve essere accompagnato da percorsi formativi specialistici e strumenti capaci di favorire la trasmissione delle competenze alle nuove generazioni. Si tratta di una misura coerente con gli obiettivi del nuovo Piano olivicolo nazionale, in grado di sostenere i piccoli frantoi, rendere più visibili e competitive le produzioni artigianali e rafforzare l’identità dell’olio EVO italiano sui mercati nazionali e internazionali.











