Concerto del 1° maggio, polemiche per Pedrini tagliato dalla diretta Rai: “Così è la vita, a volte”

ROMA – E’ polemica dopo che la Rai ha sfumato la maggior parte della performance di Omar Pedrini ieri pomeriggio intorno alle ore 19 per il concertone di Piazza San Giovanni, a Roma. L’ex chitarrista dei Timoria oggi ha pubblicato un lungo post in cui ricostruisce cosa è successo e spiega le sue ragioni:

“Mi spiace aver saputo in serata che la Rai avesse tagliato la mia esibizione. Lì per lì non me ne ero reso conto. Mi dicono di commenti al veleno di tutti voi e vi capisco, so quanto grande sia la vostra passione per me. Il paradosso vero è stato che alla festa del lavoro non ho potuto condividere proprio la cosa che amo di più: il mio lavoro! Mi spiace non abbiate sentito le canzoni cantate da decine di migliaia di persone con me e Simone, davvero da pelle d’oca. Ci tenevo soprattutto alle dediche che avevo preparato, una per la sicurezza sul lavoro, tema a cui sono molto legato (Giorno per giorno), a Giulio Regeni e Ilaria Alpi (sono a modo loro caduti sul lavoro) le parole di Bob Marley attualissime sulla pace, sulle schiavitù mentali, sui popoli oppressi, sull’ambiente”.

Aggiunge Pedrini: “Io e il caro Simone ci eravamo preparati bene, sapevamo che era una bella sfida cantare in acustico in quella piazza. Avevo anche una chitarra nuova che mi avevano regalato al compleanno da sfoggiare. Insomma tutto andava benissimo, ma la mannaia della Rai stavolta ha segato proprio me. Mi dispiace molto, non posso negarlo, ma noi in piazza siamo stati benissimo, il dispiacere era per voi che avete rinunciato ad uscire per stare ore ad aspettarmi, il dispiacere della mia principessa Emmadaria che aspettava a casa di vedere papà in tv. Tutto era curatissimo: così è la vita, a volte, e io lo so bene, con le “sorprese” che mi ha riservato, ma so anche che va accettato serenamente”.

Pedrini spiega che gli organizzatori (Massimo Bonelli in persona) gli hanno chiesto, per rimediare, di uscire una seconda volta la sera: “Ho apprezzato molto. Inizialmente, anche se molto provato (eravamo lì da dieci ore), ho deciso di provarci spinto dal mio agente, ma quando ho saputo che avrei dovuto contenere il tutto in 3 minuti di cantato senza parole, vedendo i tecnici distrutti da giorni di lavoro che si lamentavano giustamente del lavoro aggiuntivo, sopportando l’attesa al freddo dietro il palco, per uscire a sandwich per pochi attimi, ho pensato che non fosse roba per me che non vivo per la televisione e ho sentito le forze abbandonarmi e il mio senso della dignità ferito”.

Insomma, conclude Pedrini, “non me la sono sentita, sarebbe stata una forzatura e avrei anche rischiato di svenire sul palco. Sono andato in hotel, a piedi, mescolandomi tra la gente. Sorridendo a una giornata difficile. La gioia per la promozione del mio Brescia mi ha aiutato a stemperare e sappiate che sono riuscito a non litigare con nessuno! Sono fatto così, ormai lo sapete: non ho potuto-voluto-saputo accettare il biscottino che mi veniva allungato. Vi ringrazio per i tanti messaggi di solidarietà, ma davvero non ce n’è bisogno. Piuttosto mi spiace che vi arrabbiate con gli organizzatori o con i sindacati che non c’entrano”.