Conservare l’abbronzatura estiva: l’importanza dell’idratazione

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Dottoressa Bernardi: “consumare la giusta quantità di acqua – assicurandosi di assumerne quotidianamente almeno 2 litri – può contribuire a prolungare la longevità dell’abbronzatura”

MILANO – L’estate sta finendo ma l’abbronzatura non se ne va. Per non perdere la tanto agognata tintarella conquistata nei mesi estivi, un’alleata imprescindibile è senza dubbio l’acqua: un’ottima idratazione infatti aiuta a mantenere più a lungo l’abbronzatura. L’abbronzatura ci fa sentire bene, ci fa sembrare più belli, esporre la pelle alla luce del sole attiva la vitamina D, indispensabile per il sistema immunitario e la salute delle nostre ossa. Ma l’abbronzatura contribuisce anche a rendere la pelle “più secca”, ecco perché l’idratazione è così fondamentale.

Come ricorda la Dott.ssa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino: “Molti fattori influenzano lo stato di salute della pelle. Genetica, invecchiamento, ormoni e condizioni come il diabete sono fattori interni e naturali che incidono. Alcuni di questi non sono modificabili, ma ci sono molti altri fattori esterni sui quali è possibile agire. Per esempio, l’esposizione al sole non protetta e il lavaggio troppo frequente o con acqua troppo calda possono danneggiare la pelle. Una dieta malsana, lo stress, la mancanza di sonno, l’esercizio fisico insufficiente, il fumo e alcuni farmaci possono tutti influire sulla capacità della pelle di agire come un’efficace barriera protettiva nei confronti dei raggi ultravioletti. Ma anche bere acqua a sufficienza è un aspetto primario da curare per mantenere in salute il nostro derma”.

Diversi studi hanno suggerito che la quantità di acqua fornita da una corretta idratazione possa essere un valido aiuto per migliorare l’aspetto della pelle. In particolare, un recente studio condotto nelle università di Lisbona e Madrid dimostrerebbe che bere acqua migliora lo stato dell’idratazione superficiale e profonda della pelle[1]. I risultati dello studio sembrano confermare che un maggiore apporto di acqua giornaliero nella propria dieta migliori l’idratazione e il comportamento biomeccanico, soprattutto negli individui che si idratano troppo poco. Per comportamento biomeccanico si intende l’elasticità della pelle, la sua plasticità, la sua capacità cioè di ritornare allo stato originale. Una recente revisione della letteratura[2] conclude inoltre che l’assunzione aggiuntiva di acqua nella dieta può aumentare l’idratazione dello strato della nostra pelle che risulta più esposto ai raggi ultravioletti.

Dunque, per prenderci cura della nostra pelle e per preservare per ancora un po’ di tempo l’abbronzatura, la Dottoressa Bernardi fornisce alcuni pratici consigli: “Oltre a non dimenticare di usare una buona crema idratante, di non usare acqua troppo calda per la doccia, di esfoliare delicatamente (le cellule morte della pelle che si trovano sulla superficie potrebbero opacizzare l’aspetto della pelle), consumare la giusta quantità di acqua – assicurandosi di assumerne quotidianamente almeno 2 litri – può contribuire a prolungare la longevità dell’abbronzatura”.

[1] Palma L, Marques LT, Bujan J, Rodrigues LM. Dietary water affects human skin hydration and biomechanics. Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Aug 3;8:413-21. doi: 10.2147/CCID.S86822. PMID: 26345226; PMCID: PMC4529263.

[2] Akdeniz M, Tomova-Simitchieva T, Dobos G, Blume-Peytavi U, Kottner J. Does dietary fluid intake affect skin hydration in healthy humans? A systematic literature review. Skin Res Technol. 2018 Aug;24(3):459-465. doi: 10.1111/srt.12454. Epub 2018 Feb 2. PMID: 29392767.