Uno dei fattori principali del successo coreano è il suo sistema scolastico e la dedizione di tutta la nazione all’istruzione. L’intera società è basata su un sistema altamente competitivo che ha come obiettivo il successo. La competizione e la pressione sociale per un futuro brillante iniziano nei primi anni di vita. Oltre all’istruzione pubblica, i genitori garantiscono ai propri figli sin da piccoli un’istruzione privata nei costosissimi e prestigiosi hagwon, istituti scolastici specializzati in materie specifiche, che preparano i giovani coreani a sostenere il suneung, l’esame che determina il voto essenziale per accedere alle tre più prestigiose università di Seoul, le cosiddette SKY: Seoul National University, Korea University e Yonsei University.
Questa incessante ricerca del successo ha un prezzo. Dietro la dinamicità di questo paese e la solida reputazione mondiale, la Corea del sud ha un triste primato: tra i paesi OCSE è al primo posto per tasso di suicidio dal 2006. E’ una società in cui 13 mila persone all’anno, cioè 36 al giorno, si uccidono. Il suicidio è la principale causa di morte tra i giovani.
Le voci narranti del reportage sono quella di Lee Jung-Jae, attore protagonista di Squid Game, la serie tv coreana più vista la mondo e Hwang Sok-yong, tra i più importanti scrittori della Corea del Sud della quale ha descritto le diseguaglianze sociali e i traumi prodotti dalla rapida modernizzazione e dal capitalismo.
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