Covid-19, l’importanza dei test sierologici

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Uno studio sui test sierologici effettuati in un paese della Lombardia rileva che i contagiati sarebbero dieci volte tanto quelli ufficiali

ROBBIO (OV) – Che in Italia, tra morti non collegati ufficialmente al Covid-19 e tamponi non effettuati, i casi di Coronavirus potessero essere dieci volte tanto quelli dichiarati lo si pensava da tempo. Oggi, però, alcuni dati arrivati da Robbio, un paese di circa 6mila abitanti in provincia di Pavia, hanno trasformato il dubbio in realtà.

Come riporta TgCom, qualche giorno fa il Sindaco di Robbio ha dato l’autorizzazione, agli abitanti che lo avessero voluto, ad effettuare il test del sangue, per valutare sia la positività al Coronavirus sia l’eventuale presenza di anticorpi.

Su 910 persone che si sono sottoposte volontariamente al test, se questo é attendibile,  l’11% (la maggior parte asintomatico) sarebbe risultato positivo mentre in altre cento si sarebbe rilevata la presenza di anticorpi, e, quindi avrebbero avuto il Coronavirus. Affermare che più di 200 persone, cioè il 20% delle persone campionate, hanno contratto il Covid-19 significa che i dati forniti dall’Azienda Sanitaria Locale parlano soltanto di un decimo delle persone realmente contagiate.

Dei 910 pazienti esaminati e refertati (349 maschi e 461 femmine) 45 maschi e 55 femmine sono risultati positivi, di età compresa tra i 4  e gli 89 anni. Vale a dire che il Coronavirus non ha risparmiato nessuna categoria, nè di sesso nè di età. Chi in base ai test é risultato positivo é stato automaticamente posto in isolamento. Questo dimostra quanto i test, se fossero estesi a tutto il territorio nazionale, sarebbero di utilità per la ripartenza del Paese.

Se i test sierologici, che dal 21 aprile saranno effettuati in tutta la Lombardia, dovessero confermare il trend, significherebbe che ad avere avuto il Coronavirus sarebbero circa 2,2 milioni di cittadini, cifra decisamente più alta rispetto a quella tracciata. Di conseguenza, calerebbe anche il tasso di mortalità (quantificato fino allo 0,7%), essendo i decessi rapportati ad un numero ben più ampio.

Tenuto conto che il test seriologico é costato “soltanto” 45 euro a persona, la domanda che sorge spontanea é questa: di quanto sarebbe cambiata l’economia nazionale se i test fossero stati effettuari dall’inizio dell’emergenza?