Coronavirus in Italia, bollettino del giorno 10 novembre 2020: + 28.633 nuovi casi

covid19 martedì

Il bollettino del 10 novembre 2020 parlava di 35.098 nuovi casi 28.633 ricoverati, 2.971 quelli in terapia intensiva; 580 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, martedì 10 novembre andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA IL 9 NOVEMBRE

Il bollettino del 9 novembre 2020 parlava di 25.271 nuovi casi 27.368 ricoverati, 2.849 quelli in terapia intensiva; 356 decessi.

I NUMERI REGIONE PER REGIONE

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, le persone positive nelle Regioni erano: 131.459 in Lombardia, 72.320 in Campania, 56.256 in Piemonte, 53.274 nel Lazio, 53.162 in Veneto, 44.480 in Toscana, 39.630 in Emilia Romagna, 21.939 in Sicilia, 17.813 in Puglia, 12.721 in Liguria, 10.451 nelle Marche, 9.996 in Umbria, 9.872 in Abruzzo, 8.593 in Sardegna, 8.414 a Bolzano, 7.832 in Friuli Venezia Giulia, 5.445 in Calabria, 2.974 a Trento, 2.777 in Basilicata, 2.266 in Valle d’Aosta, 1.660 in Molise.

ZONA ARANCIONE PER CINQUE REGIONI

Un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre.

IL COMMENTO DEI GOVERNATORI DELLE NEO ZONE ROSSE

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha dichiarato che desta qualche perplessità il passaggio in zona arancione dopo soli tre giorni che era stata decretata la zona gialla. Traslasciando le polemiche, é giunto il momento di rimboccarsi le maniche con sacrifici, di cogliere il grido di dolore che arriva dagli ospedali. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha sottolineato che la decisione del Ministro nasce a seguito dell’aumento dei casi positivi registrato negli ultimi giorni. Non ha escluso di emettere nelle prossime ore una ordinanza con ulteriori misure restrittive. Il Governatore della Regione Umbria Donatella Tesei ha parlato di una disponibilità di 500 posti letto riservati all’emergenza Covid e di un piano per cercare di non sottrarre tanto spazio alla cura delle altre patologie.

IL COMMENTO DEI GOVERNATORI DELLE REGIONI RIMASTE ZONA GIALLA

Il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, é contento che la regione sia rimasta in zona gialla ma, sopo aver sottolineato che si sta cercando di fare tutto il possibile, per assicurare a tutti una risposta, in condizioni sempre più difficili, con i pronto soccorso e i posti letto sempre più affollati, ha invitato i cittadini ad essere responsabili. “Mi arrivano foto di luoghi in cui le persone non rispettano il distanziamento e altre in cui non si utilizzano correttamente le mascherine. Mi rivolgo a tutti: rispettiamo le regole – scrive sui social – se non vogliamo altri ricoveri, altri lutti, altre restrizioni. Dipende da ciascuno di noi”. Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha spiegato che mantenere la fascia gialla – è per il Veneto uno stimolo a lavorare ancora di più e precisato che grande merito e grande forza per questo risultato vanno al sistema sanitario regionale  e a tutti i suoi operatori. L’appello é che i comportamenti di pochi irriducibili non mettano a repentaglio la libertà e la salute di tutti.

RICCIARDI: “MISURE NECESSARIE PER EVITARE UNA CATASTROFE”

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, ha spiegato che quando la circolazione del virus raggiunge quasi il 2 dell’indice di contagio (era a 1,7) significa che i casi raddoppiano ogni due o tre giorni. Già ora gli ospedali non sono in grado di provvedere; qualora i casi dovessero raddoppiare o triplicare, sarebbe una catastrofe. É necessario combattere contemporaneamente pandemia virale e  pandemia economica e aiutare le persone che potrebbero trovarsi n difficoltà a seconda delle misure restrittive disposte nel tentativo di arginare la diffusione del contagio.

SITUAZIONE NEL MONDO

Nelle ultime ventiquattro ore in Francia si erano registrati altri 551 decessi e  il direttore generale della Sanità Jerome Salomon ha spiegato che il picco deve ancora arrivare. Nel Regno Unito i nuovi contagi erano stati 21.350  e i decessi 194.

I DATI COVID DEL 10 NOVEMBRE

Alle 17 circa la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi).

Il bollettino del 10 novembre 2020 parlava di 35.098 nuovi casi 28.633 ricoverati, 2.971 quelli in terapia intensiva; 580 decessi