Coronavirus Italia, dati del giorno 4 gennaio 2021: +10.800 nuovi casi

coronavirus lunedì

Aggiornamenti in Italia su contagi del 4 gennaio 2021: il bollettino parlava di 10.800.245 nuovi casi positivi al Covid-19 e 347 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, lunedì 4 gennaio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 10.800 (14.245 domenica) nuovi casi  a fronte di 77.793 (102.974 domenica) tamponi. I decessi erano 348 e hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 75.680. 23.317  ricoverati con sintomi e 2.579 in terapia intensiva.

PROSEGUE LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE

Continua la campagna di vaccinazione anti-Covid in Italia dove si è superato quota 80mila vaccinati. Il virologo Roberto Burioni ha scritto su Twitter che é impossibile che il vaccino anti Covid-19 protegga prima di 14 giorni. Pertanto é nella norma che una persona appena vaccinata si possa infettare; facendolo passare come un caso, si finisce soltanto per generare confusione.

Brutta esperienza per Matteo Bassetti, Direttore del Reparto Malattie Infettive deel Policlinico San Martino di Genova, attaccato sui social per essersi sottoposto a vaccinazione. “Ho passato buona parte della mia giornata, dopo essere rientrato dall’ospedale, a cancellare insulti e a bannare profili Facebook falsi. -scrive su Facebook Bassetti- Sono stato insultato, minacciato e deriso da no-vax e gente ignorante che non meriterebbe neanche di stare sulle piattaforme social. […] È una vergogna quello che sta succedendo a chi difende i vaccini e i benefici che hanno portato e porteranno. Un paese che non è in grado di difendere e tutelare i propri medici e le posizioni per la scienza dovrebbe farsi molte domande. Chi ci deve tutelare? Se c’è qualcuno con responsabilità che ha interesse nella scienza batta un colpo. Io continuerò nella mia attività di informazione senza recedere di un millimetro. […] Prevedo sui vaccini tempi molti bui per l’Italia. Buissimi. Povera Italia”.

SI TORNA IN ZONA ARANCIONE: ECCO COSA CAMBIA

Intanto tutto il territorio nazionale torna zona arancione e lo resterà fino al 30 dicembre. Ciò significa che si potrà circolare liberamente, senza autocertificazione, purché non si esca dai confini comunali e regionali. Una deroga sarà concessa agli abitanti dei Comuni con popolazione inferiore alle 5mila unità. che potranno spostarsi fino ad una distanza di 30 km ma non verso i capoluoghi di provincia. Riapriranno i negozi. Si potrà fare attività motoria nei pressi della propria abitazione purché nel rispetto della distanza di almeno un metro e con l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione e sportiva all’aperto in forma individuale. Dopodiché il 5 e il 6 gennaio sarà zona rossa per tutti.

COSA SUCCEDERA’ DAL 7 GENNAIO

Dal 7 gennaio le Regioni saranno nuovamente assegnate a fasce,  a seconda della percentuale di rischio di contagio. Tutte le Regioni dovrebbero tornare in zona gialla, ma, in considerazione della situazione epidemiologica, alcune potrebbero restare in zona rossa: si tratta di Veneto, Liguria, Calabria ma anche Lombardia, Basilicata e Puglia. Ieri si é svolto un incontro tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i capidelegazione di maggioranza, a cui hanno partecipato anche gli esponenti del Comitato Tecnico-Scientifico. Anche dopo il 6 gennaio potrebbero restare in vigore il divieto degli spostamenti tra Regioni e il limite di non più di 2 ospiti per ogni casa. Il coprifuoco potrebbe essere anticipato alle 20; al vaglio anche l’ipotesi della zona arancione per l’intero territorio nazionale nel fine settimana del 9 e 10 gennaio.  Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha affermato che la didattica in presenza al 50% nelle scuole deve ripartire dal 7 gennaio.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nel mondo  84.5 milioni di contagi da coronavirus e oltre 1,8 milioni di morti covid. Resta grave la situazione in Usa dove ormai si sfiorano i 350mila morti. Record di contagi anche in Europa con il Regno Unito il Paese più colpito con 54.990 nuovi casi e 454 decessi nelle ultime ventiquattro ore. In Francia, invece, i nuovi contagi sono stati 12.489 nuovi contagi e 116 i decessi.

IL BOLLETTINO DEL 3 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 14.245 (11.831 sabato) nuovi casi  a fronte di 102.974 (67.174 sabato) tamponi. Il tasso di positività era del 13,8%. I decessi erano 347 e hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 75.332. 25.644 (+127) ricoverati con sintomi e 2.555 (-14) in terapia intensiva.

Nel dettaglio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, il numero complessivo dei positivi era di: 95.159 in Veneto, 77.825 in Campania, 77.153 nel Lazio, 56.628 in Emilia Romagna, 56.955 in Lombardia, 54.078 in Puglia, 35.591 in Sicilia, 21.463 in Piemonte, 16.754 in Sardegna, 11.649 in Friuli Venezia Giulia, 12.066 nelle Marche, 11.423 in Abruzzo, 10.850 a Bolzano, 9.948 in Toscana, 8.657 in Calabria, 6.191 in Basilicata, 5.787 in Liguria, 3.904 in Umbria, 1.981 a Trento, 1.738 in Molise, 414 in Valle d’Aosta