Coronavirus, Quagliariello su contagio come infortunio sul lavoro

ROMA – “Fra i problemi posti dai primi provvedimenti sul coronavirus, che nei prossimi dovrà trovare soluzione, c’è anche quello che riguarda la classificazione del contagio come infortunio sul lavoro. Una misura che rischia di perseguire nel modo più sbagliato, soprattutto a causa delle circolari interpretative, il giusto intento di dare tutela ai lavoratori malati e anche ai familiari delle vittime del Covid-19”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, di ‘Idea-Cambiamo’.

“A fronte di una pandemia e di un contagio difficilmente tracciabile a causa della potenziale asintomaticità e del lungo periodo di incubazione – prosegue – ipotizzare nessi causali tra l’infezione e la presenza sul luogo di lavoro è a dir poco una forzatura, soprattutto laddove vi è un rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza. Se dunque la tutela delle persone deve essere perseguita nel modo più efficace possibile, sarebbe sbagliato farlo esponendo indiscriminatamente le imprese a dieci anni di possibili contenziosi civili e penali. Si tratta di un problema avvertito da molte categorie e in tutta Italia, ma che rischia di avere ripercussioni drammatiche sui cantieri della ricostruzione nelle zone terremotate”.

“Ho presentato un’interrogazione urgente al governo – conclude Quagliariello – affinché si raddrizzi la previsione normativa che, come sta già accadendo con le circolari attuative dell’ente preposto, potrebbe non soltanto danneggiare e bloccare le imprese virtuose che rispettano le misure di prevenzione, ma arrecare un danno a interi comparti e a territori che hanno più di altri e al più presto possibile bisogno di cantieri operativi e di una ricostruzione in piena attività”.