
“A fronte di una pandemia e di un contagio difficilmente tracciabile a causa della potenziale asintomaticità e del lungo periodo di incubazione – prosegue – ipotizzare nessi causali tra l’infezione e la presenza sul luogo di lavoro è a dir poco una forzatura, soprattutto laddove vi è un rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza. Se dunque la tutela delle persone deve essere perseguita nel modo più efficace possibile, sarebbe sbagliato farlo esponendo indiscriminatamente le imprese a dieci anni di possibili contenziosi civili e penali. Si tratta di un problema avvertito da molte categorie e in tutta Italia, ma che rischia di avere ripercussioni drammatiche sui cantieri della ricostruzione nelle zone terremotate”.
“Ho presentato un’interrogazione urgente al governo – conclude Quagliariello – affinché si raddrizzi la previsione normativa che, come sta già accadendo con le circolari attuative dell’ente preposto, potrebbe non soltanto danneggiare e bloccare le imprese virtuose che rispettano le misure di prevenzione, ma arrecare un danno a interi comparti e a territori che hanno più di altri e al più presto possibile bisogno di cantieri operativi e di una ricostruzione in piena attività”.










