“Così è (se vi pare) – A Jazz Poem”, il nuovo album di Roberto Bottalico

ROMA – “Così è (se vi pare) – A Jazz Poem” è il nuovo album del sassofonista e compositore Roberto Bottalico, in uscita oggi per Filibusta Records. Un progetto che prende vita dal desiderio di tradurre il pensiero e la poetica di Pirandello attraverso il linguaggio del jazz. Insieme al suo quartetto, affiancato da un ensemble di fiati, Roberto Bottalico presenterà l’album stasera alla Casa del Jazz di Roma.

Dopo ‘Il Favoloso Mondo Di Wayne Lo Strambo’ (2022, Filibusta), con questo nuovo album Bottalico traccia una linea continua e coerente nel suo processo creativo, unendo l’immaginifico alla letteratura e alla forza narrativa della musica. Una conduction, quella di Roberto, che grazie anche a un organico più ampio e dinamico, offre molteplici soluzioni timbriche e interpretative, tra scrittura e improvvisazione. Bottalico costruisce, quindi, un viaggio nell’universo pirandelliano, attraversando i temi centrali dell’autore.

Ad attraversare l’intero progetto è la voce di Elio Germano, che nel ruolo del Mago Cotrone diventa guida e presenza drammaturgica, rafforzando il legame tra dimensione teatrale e costruzione musicale e contribuendo in modo determinante alla definizione dell’impianto narrativo dell’opera. Il progetto si articola in due parti. La prima, “I Giganti della Montagna”, è un poema sinfonico in chiave jazz diviso in tre atti e ispirato all’ultima opera teatrale di Pirandello. La narrazione non segue una linea cronologica, ma si sviluppa attraverso le visioni del Mago Cotrone.

La seconda parte, “Le Novelle”, si ispira a tre racconti — La carriola, Una giornata e C’è qualcuno che ride — dove personaggi si muovono in un equilibrio instabile tra ciò che sono e ciò che appaiono. In questo intreccio tra parola e suono, tra scrittura musicale e visione teatrale, “Così è (se vi pare) – A Jazz Poem” si configura come un’opera in cui la musica non accompagna il racconto, ma lo genera: uno spazio in cui l’identità si frammenta, la verità si moltiplica e il jazz diventa linguaggio capace di dare forma all’ambiguità del reale.