
Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con oltre 120mila dipendenti.
Dall’analisi emerge che il risultato positivo è stato garantito soprattutto dalla stabilità registrata all’interno delle imprese di piccole dimensioni. L’Osservatorio segnala infatti che nei primi sei mesi del 2016 il turn over della forza lavoro delle micro e piccole imprese si è fortemente ridotto rispetto allo stesso periodo del 2015. Se, da un lato, c’è il calo delle assunzioni a tempo indeterminato, che le imprese avevano realizzato soprattutto nel 2015 usando gli incentivi governativi (nel primo semestre 2016 sono diminuite del 9,3% rispetto al primo semestre 2015), dall’altro calano anche le cessazioni (che sono crollate nello stesso periodo del 13,7%), a dimostrazione che la base occupazionale si è stabilizzata in presenza di una fase congiunturale finalmente positiva.
E’ un importante messaggio di fiducia: in presenza di una fase congiunturale anche solo moderatamente espansiva, artigiani, micro e piccole imprese evitano tagli all’organico.
Nella tipologia di imprese in esame, la crescita dell’occupazione rispetto a dicembre 2014, quando entrarono in vigore gli sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato, è stata pari al 6,34%. Sempre in questo perimetro imprenditoriale il contratto a tempo indeterminato si è rivelato, e di gran lunga, quello preferito (77,8%) a dimostrazione del valore, sociale oltre che economico, attribuito alla stabilità e alla sicurezza del posto di lavoro da artigiani, micro e piccole imprese.











