
Il 34enne, difeso dall’avvocato Federico Riva, nell’interrogatorio ha raccontato di non aver visto il carabiniere, di essersi accorto solo successivamente di quanto accaduto e di essere rimasto pietrificato una volta tornato indietro.
Ha anche ammesso di aver bevuto, prima a un ricevimento durante il lavoro e poi anche dopo aver finito il turno. L’uomo aveva infatti un tasso alcolico pari a 2,97 grammi per litro, cinque volte il limite. Per questo la Procura di Bergamo gli ha contestato l’omicidio volontario con dolo eventuale: dopo l’investimento si era dato alla fuga, salvo poi tornare al posto di controllo 10 minuti più tardi.











