Dabiel e il suo alter ego nel nuovo singolo “Giò”: l’intervista

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“Credo che Giò sia una figura presente in ognuno di noi; lo sforzo che tutti dovremmo fare è quello di cercare a fondo nella nostra personalità con l’obiettivo di tirar fuori la parte migliore di noi”

Dal 4 Marzo 2022 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Giò”, il nuovo singolo di Dabiel. Il brano è una sorta di richiesta d’aiuto nei confronti di Giò, un alter-ego che abita nell’artista ed è fonte d’ispirazione per fare musica. Dabièl insegue questa figura perché sa che in esso ci sono tante risposte e soluzioni: un viaggio nel proprio Io e nella propria coscienza. Bisogna immaginare due figure, una nera ed una bianca che tentano di dialogare tra loro: quella nera, più cupa, realista, con la malinconia e la paura di rimanere solo che lo affligge, che parla ad una figura bianca (Giò), sfuggente, ironica e capace di sorprendere in qualsiasi modo o momento, ma che alla fine sarà in grado di svelare il giusto percorso da intraprendere.

Dabiel ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Giò” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Giò è un brano che parla del mio alter ego, una personalità che credo di aver portato alla luce dopo un lungo lavoro su me stesso: “L’altra parte di me”, come recita il testo. Una figura alla quale mi rivolgo nei momenti più difficili, affinché riesca a supportarmi, dandomi la forza giusta per continuare il mio viaggio nella musica.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Credo che Giò sia un appello a tutte quelle persone che magari non credono nelle proprie qualità. Ognuno di noi è bravo in qualcosa e l’invito che rivolgo è quello di leggere dentro noi stessi; sono convinto che tutti abbiamo un Giò nascosto che attende solo di essere messo in mostra in tutta la su bellezza.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Spero di avere un buon riscontro dal pubblico; Giò è un brano che arriva dritto al cuore e alla mente, con un linguaggio semplice e molto diretto. Ha un ritmo frizzante, ma è condito dalla giusta malinconia. È un brano per tutti.

Come nasce il tuo progetto musicale?

La musica mi accompagna sin dalla mia infanzia . Ho iniziato come batterista ma la voglia di passare in “prima linea” sul palco è stata più forte. Il bisogno di comunicare le mie sensazioni, le mia paure, le mie gioie, mi porta a scrivere brani e a cantarli con tutta la forza che voglio mettere in gioco e che spero di trasmettere a chi mi apprezzerà.