
“Se il Paese sta uscendo lentamente dalla crisi – afferma Lorusso – il settore editoriale e’ ancora in difficolta’. L’entrata in vigore in tempi brevi di nuove norme darebbe maggiori certezze al settore, incoraggiando anche nuovi investimenti. Dal fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione previsto nella proposta di legge, per esempio, potrebbe arrivare una spinta decisiva anche per interventi di socialita’, per la lotta al precariato, per il finanziamento degli ammortizzatori sociali e per il sostegno all’innovazione tecnologica”.
Per Lorusso e’ pero’ “imprescindibile” che i criteri di accesso ai finanziamenti pubblici siano “rigorosi e trasparenti: qualsiasi forma di sostegno pubblico va riconosciuta soltanto agli editori che, oltre a versare i contributi previdenziali, dimostrino di retribuire regolarmente i lavoratori, di inquadrare correttamente i giornalisti dipendenti e di rispettare gli accordi sottoscritti dalle parti sociali in materia di collaborazioni libero-professionali”.
Secondo il segretario generale della Fnsi, si tratta di “condizioni essenziali e irrinunciabili che, siamo certi, il Parlamento sapra’ tenere in considerazione insieme con la necessita’ di approvare in tempi rapidi l’intero pacchetto di norme”.











