Esultano i proprietari, c’è una nuova legge sugli sfratti: cosa succede a morosi e abusivi adesso

Si parla sempre più spesso di inquilini morosi che scelgono di occupare gli ambienti in affitto senza rispettare gli accordi legali. Queste occupazioni illegali generano spesso conseguenze economiche rilevanti, con proprietari impossibilitati a percepire canoni e famiglie regolari penalizzate nella ricerca di alloggi.

Il problema degli inquilini abusivi evidenzia carenze strutturali nel sistema abitativo, aggravate da affitti elevati e insufficiente disponibilità di case popolari. La gestione delle occupazioni abusive richiede interventi equilibrati, capaci di tutelare la proprietà privata senza trascurare le fragilità sociali delle famiglie coinvolte.

La nuova legge che velocizza gli sfratti

Il Consiglio dei ministri si prepara a discutere un nuovo decreto sicurezza che introduce sfratti lampo in soli 10 giorni per gli inquilini morosi. Il disegno di legge di Fratelli d’Italia prevede la creazione di una Autorità indipendente dai tribunali, incaricata di accelerare le procedure di esecuzione.

Esultano i proprietari, c'è una nuova legge sugli sfratti
Il vero problema è strutturale – lopinionista.it

In caso di 2 mesi di mancato pagamento, l’Autorità potrà disporre lo sfratto immediato, estendendo l’iter semplificato anche alle seconde e terze case. Un segnale di vicinanza ai proprietari che spesso attendono anni per rientrare in possesso degli immobili, ma che non risolve l’emergenza abitativa.

Il problema, infatti, non dipende solo dalle leggi ma dal contesto, tribunali sotto organico, case pubbliche insufficienti e affitti in costante aumento. Nel 2024 sono stati registrati 81.054 provvedimenti di sfratto, con 40.158 richieste di esecuzione e 21.337 sfratti effettuati con la forza pubblica.

L’80% degli sfratti avviene per morosità, ma crescono anche quelli per finita locazione, segno di famiglie incapaci di trovare una nuova sistemazione. In Italia oltre 1.049.000 famiglie vivono in povertà assoluta e in affitto, rappresentando quasi la metà delle famiglie povere del Paese.

L’Unione Inquilini denuncia l’assenza di misure di welfare abitativo nella legge di bilancio e il mancato avvio del Piano Casa. Gli sfratti, eseguiti con la forza pubblica, coinvolgono spesso minori, anziani, invalidi e lavoratori poveri lasciati senza alternative, con Comuni privi di strumenti.

Qualsiasi Autorità dotata di poteri straordinari dovrà comunque confrontarsi con i contrappesi legislativi e con la Costituzione che tutela la funzione sociale della proprietà. Il ddl Sicurezza già in vigore prevede pene da 2 a 7 anni per chi occupa o impedisce il rientro in un immobile.

Nonostante la severità delle sanzioni, le occupazioni non si sono fermate, così come i blocchi stradali pacifici che hanno paralizzato il Paese il 3 ottobre. La sola forza rischia di generare più ricorsi, colpendo soprattutto i più fragili che non hanno risorse per affrontare battaglie legali.

Il disegno di legge introduce anche un fondo nazionale per l’emergenza abitativa, destinato a sostenere chi ha un Isee sotto i 12.000 euro. Il fondo dovrebbe aiutare famiglie colpite da licenziamenti, malattie o separazioni, ma la realtà racconta di affitti cresciuti del 28,5% dal 2020.