Fase 2, Quagliariello (Cambiamo): “Raccogliere l’allarme dei ristoratori”

ROMA – “Con il susseguirsi delle indiscrezioni sulla cosiddetta ‘fase 2’ le preoccupazioni aumentano, soprattutto per quei settori particolarmente esposti alle conseguenze della crisi epidemica. E’ doveroso raccogliere il loro grido di allarme e mobilitarsi a tutti i livelli istituzionali prima che sia troppo tardi e un comparto fondamentale per il nostro Paese vada a gambe per aria con gravissime ricadute economiche e sociali per i territori”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, di ‘Idea-Cambiamo’.

“Le attività della ristorazione e della ricettività, parte importantissima del Pil nazionale, sono entrate in sofferenza prima di tutti gli altri e rischiano di pagare più a lungo le conseguenze di questa situazione – prosegue – E se da un lato è doveroso programmare ogni passo garantendo la sicurezza sanitaria dei cittadini, dall’altro è impensabile che a pagare il prezzo delle restrizioni siano gli esercenti. Tra riaprire e non riaprire il tema fondamentale è ‘come’ riaprire. Immaginare riaperture a ranghi fortemente ridotti e a costi invariati in termini di personale, imposte e tariffe, e oneri aggiuntivi in termini di adeguamento e sanificazione, significa nel migliore dei casi costringere le attività a restare chiuse per evitare il fallimento, nel peggiore, soprattutto in alcune aree del Paese, consegnarle alla criminalità”.

E ancora: “Il grido di dolore degli esercenti deve essere ascoltato e recepito, coinvolgendoli nelle scelte e compiendo ogni sforzo possibile per evitare una catastrofe. Ogni risorsa mobilitata oggi è un investimento sul futuro, anche per preservare spazi fondamentali di socialità e impedire che il distanziamento diventi alienazione. Rendiamocene conto – conclude Quagliariello – prima che sia troppo tardi”.