CNA Fita chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono arrivare dall’extragettito IVA, che va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Infine, non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro. “Siamo di fronte a una tempesta perfetta”, dichiara il presidente nazionale di Cna Fita, Michele Santoni. “Mentre le nostre imprese investono per adeguarsi alle nuove normative tecnologiche e ambientali, i costi operativi diventano insostenibili. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato interamente sulle spalle degli autotrasportatori”.
Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale ma c’è un problema che si acuisce durante una crisi come quella in Iran: il rimborso viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila km l’impresa deve “prestare” allo Stato circa 6mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato. È per questo che CNA Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.
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