
A discutere l’argomento quattro esperti internazionali come Marewa Glover, John Oyston, Arielle Selya e Kevin Garcia, che hanno espresso le loro opinioni sui temi della regolamentazione e della morale che riguardano i prodotti contenenti nicotina come sostituti più sicuri delle tradizionali sigarette. Il Global Forum on Nicotine è l’unico convegno internazionale dedicato al ruolo dei prodotti contenenti nicotina (come sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato, nicotine pouches e tabacco per uso orale) nell’aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali in favore di alternative più sicure. E’ infatti la riduzione del danno da tabacco al centro dell’edizione 2023 del Forum, intitolata ‘Tobacco harm reduction – the next decade’, che ha riunito 70 esperti internazionali che si rivolgono a una platea di delegati provenienti da 80 Paesi.
Marewa Glover, accademica neozelandese che si occupa di sanità pubblica e specializzata nella cessazione del fumo, spiega che, a suo modo di vedere, “molte persone che lavorano nell’industria del tabacco e molte altre che operano nella sanità pubblica sono consapevoli che i prodotti alternativi al tabacco sono efficaci per ridurre il danno provocato dal tradizionale fumo di sigaretta, tuttavia non li raccomandano. Questo approccio – osserva Glover – deriva da una convinzione moralistica, spesso influenzata dalla religione e quasi mai basata su evidenze scientifiche. Un esempio è la decisione del governo australiano, che ha bandito le sigarette elettroniche dai luoghi frequentati da bambini e giovanissimi, affinché non vedano le persone svapare e non si avvicinino quindi a questi prodotti. In realtà si tratta solo di una questione di controllo. Non è bandendo un certo comportamento che ottieni un risultato – precisa – e non è propagandando una narrazione della dipendenza utilizzando una prospettiva religiosa che si aiutano le persone a ridurre il danno da fumo. Quella che ci aspetta è una lotta di giustizia sociale”.
“In Canada – rimarca John Oyston, anestesista in pensione e attivista per la lotta contro il tabacco – esiste una linea telefonica dedicata a chi ha bisogno di aiuto per smettere di fumare. Quel che trovo assurdo è che, se ti rivolgi a loro, nessuno ti raccomanda di passare dalle tradizionali sigarette ad alternative più sicure, come le sigarette elettroniche o i prodotti a tabacco riscaldato. Ho quindi l’impressione che, quando si parla di riduzione del danno causato dal fumo, si inneschi un conflitto tra salute pubblica e capitalismo. Questo non dovrebbe avvenire, così come non dovrebbe accendersi uno scontro tra innovazione e profitto e, allo stesso modo, non dovrebbe essere concesso alle grandi industrie del tabacco di avere il pieno controllo su tutti i prodotti contenenti nicotina”.






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