Premiato a Locarno e Alice nella Città, Gioia mia racconta l’incontro tra generazioni e tradizioni

Il film esplora con delicatezza il confronto tra due mondi apparentemente inconciliabili: da un lato la velocità e il progresso, dall’altro la lentezza e la tradizione permeata da religione e superstizione.
Nico, bambino vivace e ribelle cresciuto in un contesto moderno e tecnologico, trascorre l’estate in Sicilia presso un’anziana zia religiosa e solitaria. In un palazzo senza wi-fi né elettrodomestici, Nico si sente estraneo, ma l’incontro con Rosa, coetanea e nipote di un’amica della zia, diventa il ponte verso un nuovo modo di ascoltare e comprendere.
Gioia mia è un racconto di formazione che segue la crescita del giovane protagonista e, al tempo stesso, scuote la vita della zia Gela, costringendola a confrontarsi con un segreto del passato.
Marco Fiore, classe 2012, già visto in Supersex e protagonista nel 2024 di Ho visto un re di Giorgia Farina, affianca Aurora Quattrocchi, attrice di lunga esperienza teatrale e cinematografica (Meri per sempre, I cento passi, Nuovomondo, Anime nere, Nostalgia).
La produzione è firmata Yagi Media in associazione con Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco, Paolo Butini, Ivan Caso e Filippo Barracco.











