
“Nel 2014 accettò generosamente di candidarsi nelle nostre liste e al termine di un’indimenticabile campagna elettorale “corsara” venne eletto consigliere di Stampa Romana”, si legge nella nota. “Nel 2016 fu candidato nella lista “Salviamo l’Inpgi” e coordinatore della parte social nelle elezioni per quello che era l’istituto di previdenza di tutti i giornalisti. Era un giornalista di razza, ma soprattutto un uomo che sapeva guardare oltre. Quello che definiva come il suo “pensiero eretico” lo conduceva naturalmente oltre i luoghi comuni e gli steccati ideologici. Il contributo che in quegli anni offrì alla nostra esperienza comune è ancora attualissimo ed è ancora alla base della nostra attività. L’attenzione per i colleghi meno garantiti (condizione che visse in prima persona, dopo la fine dell’esperienza di T9). Le idee differenti come plusvalore per affrontare i problemi della categoria. Il lavoro sui temi concreti. L’allergia ai blocchi di potere. Il suo silenzio pesava già in questi lunghi anni di malattia. Era già “lontano”, sì, ma non siamo riusciti a sostenerlo come avremmo dovuto. E oggi questo silenzio pesa ancora di più. A Dio Francesco. E grazie”.











