Giornata dell’acqua: Grillo, “Va ridisegnato tutto il sistema”

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Beppe GrilloROMA – “10 anni fa, oltre 27 milioni di italiani votando sì al referendum sull’acqua pubblica, hanno definito l’acqua come bene comune, inalienabile, e come tale ogni giorno andrebbe trattato. Ma, secondo una recente indagine in Italia, la scarsità d’acqua è un problema attuale solo per 2 italiani su 10, soltanto il 3% ha la corretta percezione sul consumo per famiglia e il 48% sottostima il consumo personale. In Europa, il consumo giornaliero di acqua è in media sui 200-250 litri e 2 miliardi di persone nel mondo hanno difficoltà ad accedere all’acqua. L’acqua è un bene prezioso, ma il suo spreco ne fa un bene di poco valore, perché non è usata con intelligenza. Il problema è che non sappiamo usarla”. Lo scrive, in un post sul suo blog, Beppe Grillo.

“Dobbiamo creare una cultura del valore dell’acqua, perché la maggior parte dell’acqua va sprecata. Il 90% delle risorse idriche nel mondo sono consumate tra quello che ci serve per gli allevamenti e le coltivazioni, e quello che usiamo per produrre gli alimenti trasformati. Dobbiamo completamente ridisegnare il nostro sistema, cambiare il modo in cui produciamo cibo, come fabbrichiamo prodotti e come li trasportiamo. E’ pazzesco che per produrre un’auto occorrano 3.000 litri d’acqua, per un chilo di manzo 15.000 litri e per un paio di jeans 10.000 litri”, spiega Grillo lanciando alcune proposte: “Sistemi di irrigazione computerizzati con l’utilizzo di acqua dissalata di mare; ridisegno dei sistemi idrici domestici con sistemi di depurazioni per ogni condominio; nuovi ed innovativi sistemi sanitari e di recupero dell’acqua piovana, non sono solo alcune delle tantissime soluzioni tecnologiche che possono aiutarci a salvaguardare la nostra prima stella, ma sono la strada per prenderci cura della nostra salute, quella del nostro pianeta e soprattutto per abbattere le disuguaglianze”.

“Promuovere lo sviluppo di tali scelte deve essere la nostra priorità. Così come la nazionalizzazione delle fonti (art.43 Cost.) e delle gestioni idriche, una Protezione Civile dell’Acqua, e la correzione di tutte le norme discriminatorie, devono diventare il faro della nostra rivoluzione MiTE, il simbolo della nostra rinascita”, conclude.