
Tutto ciò può essere compensato solo da un sistema di Rete Oncologica che omogeneizzi attività e percorsi. Proprio per discutere di queste problematiche, ma riportandosi anche ad altre tematiche quali i corretti stili di vita (prevenzione primaria), ai cambiamenti climatici ed all’inquinamento che possono impattare sull’aumento dell’incidenza delle patologie oncologiche, alla partecipazione agli screening (prevenzione secondaria) e alla tossicità finanziaria (differenze di censo), si è svolto ieri a Roma, presso l’Istituto Sanitario di Sanità, un evento organizzato da AIOM e Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) intitolato proprio “Close the care gap”.
In Italia, nel 2023, sono state stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore: 208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne. Nel post pandemia si assiste a una ondata di casi, se si considera che, in tre anni, l’incremento è stato di 18.400 diagnosi (erano 376.600 nel 2020). In tutto il Pianeta, ogni anno, 10 milioni di persone muoiono a causa della malattia, almeno un terzo dei casi può essere evitato grazie alla prevenzione e agli stili di vita sani (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta).






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