Nel cuore della Capitale, a breve distanza dalla basilica di San Giovanni in Laterano, si erge un monumento di straordinaria importanza.
Questo gigante di granito rosso, che pesa circa 455 tonnellate, rappresenta non solo un capolavoro dell’arte e dell’ingegneria antica, ma anche un simbolo potente della trasformazione religiosa e politica della Roma antica.

L’Obelisco Lateranense fu eretto nel XV secolo a.C. durante il regno dei faraoni Tutmosis III e Tutmosis IV. Proveniente dal tempio di Amon-Ra nell’antica Tebe (oggi Luxor), è riconosciuto come il più antico obelisco presente a Roma. La sua realizzazione richiese un impegno di circa 35 anni, come testimoniano le iscrizioni e le raffigurazioni incise sui suoi lati, tra cui spicca l’immagine del faraone mentre offre doni alle divinità.
Il trasferimento dell’obelisco dall’Egitto a Roma avvenne per volere dell’imperatore romano Costanzo II, figlio di Costantino il Grande, nel 357 d.C. Questo trasporto rappresentò una straordinaria impresa ingegneristica e logistica dell’antichità: l’obelisco fu caricato su una gigantesca nave, trainata da circa 300 rematori, e raggiunse il porto di Ostia. Da qui fu trasportato lungo il Tevere su una zattera, poi caricato su carri trainati da buoi sino al Circo Massimo, dove fu eretto accanto all’Obelisco Flaminio.
Costanzo II, imperatore dal 337 al 361, è noto per essere stato uno dei protagonisti della cristianizzazione dell’Impero romano e per aver promosso l’arianesimo nelle controversie religiose dell’epoca. La decisione di erigere l’obelisco in un luogo così simbolico dopo l’affermazione del cristianesimo a Roma testimonia la volontà di sottolineare la supremazia della nuova religione sul paganesimo.
Dall’Egitto alla Roma cristiana: il restauro e la collocazione attuale
Dopo secoli di permanenza al Circo Massimo, l’obelisco cadde e rimase sepolto sotto terra per lungo tempo, probabilmente a causa di un crollo o di un attentato. Nel 1587 Papa Sisto V, grande promotore del recupero degli obelischi romani, incaricò l’architetto Domenico Fontana di ritrovare e restaurare l’obelisco, rinvenuto spezzato in tre tronconi. Il monumento fu solennemente ricollocato nel 1588 in piazza San Giovanni in Laterano, luogo di grande rilievo spirituale e storico per la città.
Fontana dotò l’obelisco di un nuovo basamento in marmo e lo coronò con una croce, simbolo della vittoria della fede cristiana, accompagnata dagli stemmi della famiglia Peretti e da quattro leoni scolpiti da Ludovico del Duca. La monumentale fontana seicentesca che oggi lo abbellisce rende la piazza un punto di incontro tra storia antica e spiritualità cristiana.

L’Obelisco Lateranense si trova nel centro urbano di Roma, in una delle piazze più frequentate e suggestive. Per raggiungerlo è possibile utilizzare la metropolitana, scendendo alle fermate San Giovanni (linee A e C), con circa 500 metri di passeggiata a piedi. In alternativa, numerose linee di autobus, tra cui la 714, 360, 590, 16 e L80, collegano la zona con la stazione Termini, fulcro dei trasporti capitolini.
La visita all’obelisco può essere l’occasione per esplorare uno dei complessi architettonici e religiosi più importanti di Roma. Piazza San Giovanni in Laterano ospita infatti la Basilica di San Giovanni in Laterano, la più antica delle quattro basiliche papali, conosciuta come “Mater et Caput” di tutte le chiese di Roma. Nelle vicinanze si trovano anche il Battistero di San Giovanni, celebre per i suoi mosaici e la storica vasca battesimale, e la Cappella San Lorenzo, raggiungibile tramite la Scala Santa, luogo di grande devozione.
Non distante, infine, si erge il Palazzo Lateranense, oggi sede del Vicariato di Roma, che rappresenta un altro importante centro amministrativo e religioso della città.











