“Happy Gospel” è il nuovo singolo di Sebaa: l’intervista

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“Al giorno d’oggi, anche grazie ai social, sembra siamo obbligati a dire la nostra. Questa sovraesposizione dell’ego mi fa passare la voglia di dare la mia opinione”

sebaaEsce giovedì 9 settembre 2021 Happy Gospel di Sebaa (fuori per Waves Music Agency), un nuovo capitolo che ci avvicina all’uscita dell’EP di debutto Butterfly Radio. Ecco i primi minuti di quello che sarà un mondo stratificato e complesso di influenze, rigorosamente senza genere. Sebaa è dunque un rapper atipico: la musica diventa uno strumento per dire la propria, un esercizio di stile per migliorarsi.

Sebaa ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Happy Gospel” è il tuo nuovo singolo, di che cosa si tratta?

Happy Gospel è un brano che mescola un campione gospel con delle drums hip hop molto fresce e un 808 che impazzisce qua e la. E’ un esercizio di stile e il modo migliore per entrare nel viaggio di Butterfly Radio. E’ energia.

Cosa vuoi comunicare con questo brano?

Come gran parte dei miei brani è un flusso di coscienza, nella mia visione la musica non deve sempre avere un messaggio esplicito ma ognuno deve captare quello che sente e vuole, detto questo credo che a trasparire sarà la mia passione e la mia voglia di dimostrare. Inoltre come ho detto è un esercizio di stile quindi ci saranno tante rime e metriche diverse!

C’è anche un videoclip, come si caratterizza?

Il video sarà suddiviso in sei scene e ogni scena rappresenta uno dei brani dell’ep. Il video è stato fatto insieme ai Ragazzi di Venice Ave, diretto e girato da Giacomo Fornasier. Ci abbiamo lavorato molto ma alla fine sono contento del risultato che ne è uscito, spetta a chi lo vede giudicarlo però.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

La mia passione per l’hip hop è nata quando ero ancora piccolo ma l’idea di farlo sul serio è scaturita dall’incontro con Alberto. Io già scrivevo ma con lui ho imparato tantissimo e ho capito che poteva essere più di una semplice passione o di un hooby. Lavoravamo assieme che io ero ancora minorenne e sbarbatello, l’avvicinamento ad un suono più suol è merito suo, insieme abbiamo deciso di ispirarci ad artisti come Anderson Paak. senza però fare il passo più lungo della gamba. Grazie a lui mi sono avvicinato ad artisti come Erykah Badu, fkj e molti altri che sono stati fondamentali nello sviluppo del mio gusto musicale. La strada è ancora lunga ma stiamo lavorando in modo da trarne il meglio.