Hedberg (WindTre): “La Rete? Lo stato sia garante. Puntiamo molto sull’Italia”

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MILANO – “Credo che l’Italia sia pronta a fare il salto digitale, adesso serve rapidità, perché la banda ultralarga mobile e fissa farà compiere al Paese quel passo avanti essenziale per pianificare il futuro e per attrarre nuovi investitori. In questo, il ruolo del governo è decisivo”. Lo afferma Jeffrey Hedberg, amministratore delegato di WindTre, in un’intervista al Corriere della Sera. La digitalizzazione è un tema centrale, che passa anche dalla formazione: “Servono competenze e abilità che prima non erano richieste, non solo tecnologiche, continua il Ceo, ma anche la capacità di attrarre talenti motivati”.

Per Hedberg è, inoltre, fondamentale sostenere gli investimenti degli operatori, attraverso il raggiungimento di “un equilibro tra l’interesse immediato dei consumatori e quello a medio termine del futuro digitale dei Paesi. Finora l’orientamento è stato quello di ridurre i costi per gli utenti finali, una scelta di concorrenza che ha avuto effetti positivi per il mercato ma che ha ridotto i margini di investimento per le imprese. Perciò – sostiene – ora una stagione di consolidamento diventa necessaria”.

L’ad di WindTre si sofferma, infine, sul tema della rete unica, riportato in auge dalla proposta messa sul tavolo da KKR per Tim: “Mi pare che la questione sia superata, nella forma di cui si è discusso per un anno, anche alla luce del pronunciamento dell’Antitrust europeo. Io non sono contrario alla rete unica se questo vuol dire non duplicare gli investimenti e creare finalmente un quadro di chiarezza e trasparenza – afferma il CEO – che si traduce in velocità negli interventi necessari. Una soluzione in cui lo Stato garantisce un modello operativo esclusivamente all’ingrosso e l’indipendenza da singoli operatori – conclude – potrebbe contribuire a recuperare il ritardo dagli altri Paesi, aiutare i cittadini a collegarsi ad alta velocità, sostenere la competitività delle imprese italiane”.