
Per Hedberg è, inoltre, fondamentale sostenere gli investimenti degli operatori, attraverso il raggiungimento di “un equilibro tra l’interesse immediato dei consumatori e quello a medio termine del futuro digitale dei Paesi. Finora l’orientamento è stato quello di ridurre i costi per gli utenti finali, una scelta di concorrenza che ha avuto effetti positivi per il mercato ma che ha ridotto i margini di investimento per le imprese. Perciò – sostiene – ora una stagione di consolidamento diventa necessaria”.
L’ad di WindTre si sofferma, infine, sul tema della rete unica, riportato in auge dalla proposta messa sul tavolo da KKR per Tim: “Mi pare che la questione sia superata, nella forma di cui si è discusso per un anno, anche alla luce del pronunciamento dell’Antitrust europeo. Io non sono contrario alla rete unica se questo vuol dire non duplicare gli investimenti e creare finalmente un quadro di chiarezza e trasparenza – afferma il CEO – che si traduce in velocità negli interventi necessari. Una soluzione in cui lo Stato garantisce un modello operativo esclusivamente all’ingrosso e l’indipendenza da singoli operatori – conclude – potrebbe contribuire a recuperare il ritardo dagli altri Paesi, aiutare i cittadini a collegarsi ad alta velocità, sostenere la competitività delle imprese italiane”.











