I Joe Debono Quintet ci raccontano “Acquapazza”, il loro nuovo disco

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joe debono 5et
joe debono 5et – Ph Joe Smith

“Questo progetto nasce con l’intento di documentare una collaborazione che dura da cinque anni. Grazie al Malta Jazz Festival nell’edizione del 2016, si è creata una bella e solida amicizia con Rino, che è sfociata nella formazione di questo quintetto”

Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica da venerdì 28 maggio 2021, Acquapazza è il nuovo disco firmato Joe Debono Quintet, poliedrica e interessante formazione costituita da cinque musicisti di notevole caratura come Dino Rubino alla tromba e al flicorno, Rino Cirinnà al sax tenore, Joe Debono al pianoforte, Nello Toscano al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria. Prodotto dall’etichetta discografica Anaglyphos Records e supportato da Malta Arts Fund – Arts Council Malta, la tracklist del CD è formata da nove composizioni originali figlie della magmatica materia grigia del pianista, eccezion fatta per Innu Lil San Guzepp, brano autografato da Carlo Diacono. Acquapazza è un album improntato su una fascinosa commistione di generi musicali comprendente jazz, blues, gospel e rock, ma senza mai legarsi strettamente e indissolubilmente a nessuno di essi.

I Joe Debono Quintet ci hanno gentilmente concesso un’intervista.

“Acquapazza” è il vostro nuovo disco, di che cosa si tratta?

Acquapazza e un disco con otto composizione originali e un arrangiamento su un inno di San Giuseppe composto dal compositore maltese Carlo Diacono all’inizio del ventesimo secolo. Le mie composizioni sono nella vene di jazz moderno, ma sono basati su delle melodie cantabili. Il titolo è una ode alle istituzioni e individui che lavorano global warming. Come sapete Acquapazza e un ricetta italiana dove si cuoce il pesce usando dell’acqua del mare. Dobbiamo stare attenti altrimenti finiamo come il pesce che si cuoce nel suo stesso ambiente.

Che cosa volete trasmettere con questo lavoro?

Il calore mediterraneo, la felicità di stare insieme, la relazione con la natura. I membri del gruppo provengono tutti dalla Sicilia e io da Malta, due isole con un particolare ritmo esistenziale e modo di vivere. L’album cerca di riflettere su quel concetto. E quando ci siamo incontrati ci siamo capiti immediatamente.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Suoneremo al Festival di Jazz a Malta, Canicattini Bagni, Enna e Catania e altro ancora. Se siete vicini venite a sentirci. Sarebbe interessante vedere la reazione del pubblico. Specialmente dopo questo anno difficile. Un concerto dal vivo sarà qualcosa di ancora più speciale di prima, sia per noi che per il pubblico.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Questo progetto ha lo scopo di documentare una collaborazione che dura da cinque anni. Questa collaborazione è iniziata grazie al Malta Jazz Festival che mi ha commissionato di suonare con musicisti affermati come Rino Cirinnà, Stjepko Gut, Roberto Occhipinti e Marco Pellitteri durante l’edizione 2016. Grazie a ciò si è creata un’amicizia con Rino che ha portato alla formazione finale di questo quintetto. Nel 2018 sono stato invitato al Ragusa Ibla Jazz Festival, e quando nel 2019 mi è stato chiesto di fare un tour a Palermo, Siracusa e Catania, ho discusso con Rino la possibilità di formare un quintetto con musicisti siciliani con cui avremmo suonato le mie composizioni e lui ha subito ammesso. Grazie anche al supporto di Arts Council Malta, in una settimana i membri della band furono stabiliti. Rino ha subito pensato di coinvolgere Dino Rubino che non ha bisogno di presentazioni perché è uno dei più grandi musicisti italiani ed europei, Nello Toscano memoria storica del jazz siciliano con un background immenso e conoscenza di questa disciplina musicale, Paolo Vicari un giovanissimo, nuova leva pero a avendo già vanta tanta esperienza e tante collaborazioni importanti. Le esperienze che ho avuto con questi ragazzi hanno convalidato e consolidato la mia identità di musicista e compositore jazz.