Tra boschi, laghi e storia millenaria, offre esperienze uniche tra fauna selvatica, architetture antiche ed eventi tradizionali
Nel cuore dell’Appennino abruzzese, arroccato a circa 950 metri di altitudine, uno dei borghi più suggestivi e meno conosciuti d’Italia, noto come il “borgo dei cervi”. Questo piccolo comune della provincia dell’Aquila, con meno di 500 abitanti, è immerso in un paesaggio di boschi, gole e laghi che incantano chiunque vi si avventuri.

Grazie alla sua posizione dominante sulle gole del Sagittario e alla vicinanza ai laghi di San Domenico e di Scanno, rappresenta una meta ideale per chi cerca un contatto autentico con la natura e momenti di relax lontani dal caos cittadino.
Il fascino del “borgo dei cervi”
Il fascino di Villalago non è dato soltanto dal suo borgo storico, ma anche dalla sua ricca fauna selvatica, in particolare dalla presenza di una popolazione stabile di cervi e cavalli che vivono liberi nei dintorni. I cervidi, famiglia di mammiferi artiodattili a cui appartengono i cervi, sono presenti in tutta Europa, e in Abruzzo trovano habitat perfetti grazie alle fitte foreste e agli ambienti ancora poco antropizzati. Questi animali sono dotati di palchi ossei, che si rinnovano annualmente, e la loro presenza in libertà regala agli abitanti e ai visitatori autentici incontri ravvicinati in un’atmosfera rarefatta e silenziosa.
Oltre all’incontro con la fauna, Villalago offre un centro storico ricco di fascino e storia. Le case in pietra, i vicoli silenziosi e le piazzette si sviluppano ad anfiteatro sul versante orientale del monte Argoneta. Qui si possono ammirare caratteristiche architetture come i suppuort, archi che sorreggono abitazioni in pietra e legno, e numerosi stemmi scolpiti sui portoni che raccontano storie antiche.
La chiesa parrocchiale, in stile romanico abruzzese, conserva un dipinto del 1521 raffigurante la Madonna del Rosario e l’altare di San Domenico, risalente al XII secolo. Nel borgo si trovano anche la chiesetta di San Michele Arcangelo, con una lunetta in pietra datata XI-XII secolo che raffigura Cristo tra angeli e monaci, e la cappella della Madonna Addolorata, del 1575, che custodisce la storica campanella di San Domenico proveniente dal monastero di San Pietro.
Villalago è inoltre sede di importanti testimonianze storiche legate a San Domenico Abate, monaco benedettino che intorno all’anno 1000 fondò il monastero di San Pietro in Lacu, da cui prese origine il borgo. L’eremo di San Domenico, incastonato tra rocce e acque smeraldo, è oggi riserva naturale ed è uno dei luoghi spirituali e paesaggistici più suggestivi della regione, immerso nei boschi di cerri e faggi ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Villalago offre numerose opportunità per gli amanti della natura e dell’escursionismo: escursioni a cavallo o in mountain bike, nuoto e pesca sportiva nei laghi, gite in barca e windsurf. La biodiversità locale è ricca, con specie come cinghiali, volpi, scoiattoli, tassi e, soprattutto, l’orso marsicano, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il borgo ha saputo valorizzare il proprio patrimonio ambientale, ottenendo la certificazione di qualità ambientale ISO 14001 e promuovendo sentieri naturalistici e rifugi montani. Tra questi spiccano i rifugi di Montagna Grande e delle Cese Vecchie, punti di partenza per esplorazioni nella natura incontaminata.
Villalago celebra con devozione il suo patrono, San Domenico Abate, il 22 agosto, e organizza varie manifestazioni culturali e folkloristiche durante l’anno, come il Presepe Subacqueo nel lago di San Domenico, unico nel suo genere sull’Appennino, e il caratteristico Carnevale con concorso in costume.










