“Il Tamburo dello Sciamano”, mostra Mantova fino al 29 agosto

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A Mantova un’esperienza immersiva, l’occasione per approfondire temi legati all’ecologia, all’inquinamento e al rapporto uomo-natura

tutti x beuysMANTOVA – Grande successo di pubblico per la mostra “Joseph Beuys. Il tamburo della sciamano”. L’esposizione, che celebra uno dei più straordinari protagonisti del secolo scorso, visitabile fino al 29 agosto presso la Casa del Mantegna a Mantova, registra una forte partecipazione anche ai numerosi eventi collaterali, ideati per rendere concreta e viva l’idea beuysiana dell’arte. Il progetto, promosso dalla Provincia di Mantova in collaborazione con l’Associazione Flangini, è realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Collectibus srl Società Benefit.

Il progetto, a cura di Antonio d’Avossa, è stato realizzato per il centenario della nascita di Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986), che ha segnato la storia dell’arte contemporanea con la sua idea di “Arte Ampliata” e di ”Scultura Sociale”, interpretate in senso antropologico. Con l’esposizione di opere, multipli, materiale documentario, video e con le iniziative collaterali si rende omaggio all’attualità del pensiero di Beuys circa il ruolo dell’artista, l’impegno ambientale, il rapporto tra arte e scienza, in un progetto sociale che coniuga la sostenibilità ambientale con l’autonomia collettiva e individuale. Esposti anche manifesti firmati dal Maestro tedesco, cartoline e fotografie.

La visita alla mostra, ricca di opere, documenti e video, taluni rari, si sviluppa sui due piani della Casa del Mantegna, in un allestimento tematico reso lineare dal supporto di pannelli esplicativi che accompagnano il visitatore nel percorso fino all’opera “La Rosa per la Democrazia Diretta” (1973), un’opera di intensa, quasi commovente, suggestione, simbolo di una possibile trasformazione, di cambiamento, di rivoluzione pacifica.

L’esperienza non si conclude con la visita in mostra, ma si dilata verso l’esterno in un rapporto immersivo con la natura, così come sarebbe piaciuto a Beuys. Ecco perché lo scorso 24 luglio nel giardino della Casa del Mantegna è stata piantata una giovane quercia in ricordo della famosa opera “7000 Eichen”, la cui piantumazione fu avviata il 19 giugno 1982 dallo stesso Beuys nella città di Kassel, durante la Documenta 7. I visitatori possono appendere alla quercia, come ”foglie” colorate, i foglietti dei desideri della natura, i pensieri, le speranze, le delusioni.

E ancora, nella volontà di rendere viva l’idea beuysiana di Arte = Natura, parte integrante del progetto espositivo diviene la realizzazione di escursioni nella natura guidate da un gruppo di esperti ambientali sui temi dell’ecologia, dell’inquinamento, del rapporto uomo-natura, secondo le suggestioni derivate dall’opera di Beuys, con arrivo o partenza dalla sede della mostra. Venerdì 20 agosto alle ore 20.30 prevista un’escursione notturna con battello a propulsione elettrica sul Lago Superiore di Mantova, a cura della cooperativa Alkémica, tra i fiori di loto e i silenzi, persi nei colori del tramonto mantovano, nell’ambito e nello spirito della mostra di Beuys.

Sabato 28 agosto alle ore 19, nella sala conferenze di Casa del Mantegna, è in programma “Joseph Beuys e la Scultura Sociale”, dibattito volto a indagare i rapporti politici e sociali nell’opera di Joseph Beuys e nel suo tempo. Interverranno Antonio d’Avossa, critico d’arte, curatore della mostra e di numerose esposizione di Beuys nel mondo; Frediano Sessi, professore di Sociologia presso l’Università di Brescia, storico e saggista; Carlo Saletti, direttore scientifico dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea. A seguire, alle ore 21, installazione sonora “Live Sounds of Freedom to Beuys” di Massimo Pirotti: musiche, luci e arte nella Casa e nel Giardino del Mantegna.