Turismo

In Piemonte c’è un borgo che ti fa raccogliere conchiglie come se fossi al mare: non puoi perdertelo

Offre paesaggi vitivinicoli, percorsi sotterranei e fossili marini unici. Un viaggio tra storia, natura ed eccellenze

Nel cuore del Monferrato casalese, uno dei territori più affascinanti del Piemonte e Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2014, si trova un borgo incantevole che racconta una storia geologica e culturale unica nel panorama italiano.

La zona del Monferrato – (lopinionista.it)

Caratterizzato da una posizione panoramica sopra una collina dolce e da un’architettura inconfondibile, questo piccolo comune della provincia di Alessandria è oggi una meta imprescindibile per chi vuole scoprire i paesaggi vitivinicoli piemontesi e immergersi in un’atmosfera sospesa tra passato e presente.

Il fascino unico nel Monferrato

Situato a circa 10 chilometri da Casale Monferrato e 30 da Asti, Cella Monte si distingue per la sua straordinaria pietra arenaria, la cosiddetta pietra da cantoni, che ha plasmato non solo gli edifici ma anche l’identità storica e culturale del borgo. Questa roccia, formatasi nel Miocene tra 20 e 14 milioni di anni fa quando l’area era sommersa dal mare padano-ligure, è ricca di sedimenti marini e fossili di conchiglie visibili ancora oggi incastonati nei muri delle abitazioni. È proprio questa peculiarità geologica che conferisce a Cella Monte l’aspetto romantico e suggestivo di un “paese di mare” in collina, dove la natura e la storia si intrecciano profondamente.

Il borgo si sviluppa intorno a una rete di vie acciottolate che attraversano il centro storico, dominato da case in pietra giallastra, eleganti palazzi e chiese storiche come la Parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, consacrata nel 1633, e la chiesetta romanica di San Quirico, che offre anche un’area pic-nic panoramica immersa nel verde. Molto suggestivo è Palazzo Volta, sede dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, dove i visitatori possono approfondire la storia di questo materiale e dei caratteristici infernot.

Cella Monte, nel cuore del Monferrato – (lopinionista.it)

Gli infernot rappresentano una delle attrazioni più affascinanti di Cella Monte e del Monferrato degli Infernot, un’area che si estende tra Langhe, Roero e Monferrato ed è riconosciuta dall’UNESCO per il suo valore culturale e paesaggistico. Si tratta di cantine scavate a mano nella pietra arenaria, grotte sotterranee che garantiscono una temperatura e un’umidità costanti, ideali per la conservazione del vino e degli alimenti. Questi ambienti, spesso raggiungibili tramite ingressi nascosti nelle cantine tradizionali, costituiscono un patrimonio architettonico e storico unico al mondo.

A Cella Monte, molti infernot sono visitabili, anche grazie all’organizzazione di visite guidate promosse dall’Ecomuseo che mappa e tutela queste strutture. La loro origine millenaria è legata all’attività vitivinicola, che qui si esprime pienamente grazie ai vigneti di Barbera, Grignolino e Freisa che circondano il borgo, creando un paesaggio vitivinicolo mozzafiato. La tradizione enologica è forte e consolidata, con numerose cantine di alta qualità nel centro storico, dove è possibile abbinare degustazioni a pranzi o cene in agriturismi locali, assaporando specialità piemontesi come gli agnolotti e il vitello tonnato.

Condividi
Pubblicato da
Redazione T

L'Opinionista® © since 2008 Giornale Online
Testata Reg. Trib. di Pescara n.08/08 dell'11/04/08 - Iscrizione al ROC n°17982 del 17/02/2009 - p.iva 01873660680
Pubblicità e servizi - Collaborazioni - Contatti - Redazione - Network - Notizie del giorno - Partners - App - RSS - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X - Instagram - LinkedIN - Youtube