‘La bambina che non voleva cantare’, fiction tv dedicata a Nada dal 10 marzo su Raiuno

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Tecla Insolia Sanremo 1969ROMA – Mercoledì 10 marzo, in prima serata, su Rai 1 andrà in onda la fiction “La bambina che non voleva cantare”, ispirata alla storia della cantautrice Nada. L’opera, diretta da Costanza Quatriglio, vede nel cast Carolina Crescentini, Sergio Albelli, Paolo Calabresi, Tecla Insolia, Giulietta Rebeggiani, Massimo Poggio, Paola Minaccioni e Nunzia Schiano. La fiction è tratta dal libro “Il mio cuore umano” (edizioni Atlantide) di Nada Malanima, che per l’occasione sarà ripubblicato e distribuito a partire dal 3 marzo, ed è prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction.

Nella campagna toscana dei primi anni Sessanta vive la piccola Nada. Il suo universo è composto da nonna Mora, dalla sorella Miria, dal babbo Gino, un uomo buono e silenzioso, e dalla mamma Viviana, spesso preda di forti depressioni che la tengono lontana dalla figlia e dal mondo. Quando viene scoperto il talento di Nada per il canto, il cuore fragile della bambina si convince che solo la sua voce prodigiosa ha il potere di far guarire la mamma. E così, tra la gioia di veder la madre finalmente felice e la paura che la malattia si possa riaffacciare all’orizzonte, Nada cresce accettando ciò che Viviana desidera per lei, fino a quando quel grande talento sopravvivrà persino alle sue stesse paure: tutti scopriranno presto la voce unica di quella bambina che non voleva cantare.

“Ho immaginato ‘La bambina che non voleva cantare’ dopo aver realizzato nel 2009 il film documentario “Il mio cuore umano”, ispirato al racconto autobiografico di Nada”, spiega la regista Costanza Quatriglio. “Mi sono innamorata subito di questa bambina dalla voce prodigiosa con il cuore ferito per l’instabilità emotiva della madre, così ho pensato a un film che unisse la favola con la musica, personaggi lievi e vitali insieme con i lati più oscuri dell’animo umano, la potenza del talento e della vocazione con le paure più segrete dell’infanzia: il timore dell’abbandono, di non essere amati abbastanza, della morte dei genitori. Nada canta per Viviana dedicando a lei ogni parola delle canzoni d’amore che il maestro Leonildo le fa conoscere. Attraverso i testi che parlano di sentimenti, il film è anche un viaggio nella canzone italiana di quegli anni. Mina, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Claudio Villa: la musica ci ricorda chi siamo e da dove veniamo, facendoci immergere nella nostra tradizione e nel nostro immaginario. Così, se il racconto dell’infanzia ha il sapore del ricordo, nell’adolescenza, man mano che la storia procede, sentiamo avvicinarsi la contemporaneità con stupore ed emozione per un mondo che è tutto da scoprire”.