La delicatezza e la ricchezza interiore raccontata attraverso il mondo femminile, nelle opere di Mario Malacrinò

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ultima dolce sinfonia mario malacrino

L’arte è espressione, manifestazione di un’interiorità particolarmente sensibile che fa da amplificatore di quella miriade di sensazioni che ciascuno vive quotidianamente e che solo gli artisti sentono l’impellente esigenza di comunicare attraverso la raffigurazione visiva. Per alcuni di loro l’approccio creativo è un rifugio, un mondo incantato al quale affidare le narrazioni più intime, più profonde e delicate. Il protagonista di oggi esprime se stesso, la propria spiritualità, attraverso il linguaggio morbido e avvolgente dell’universo femminile ornato da quello altrettanto poetico dei fiori.

Tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Ventesimo secolo si diffuse in Europa un movimento culturale di grande portata che investì l’architettura, la decorazione di interni, la pittura, la gioielleria, il settore tessile e quello della produzione di mobili, attraverso il quale le personalità professionali e artistiche aderenti intendevano sottolineare l’importanza di un ritorno al contatto con la natura, la sua semplice e innocente bellezza, ma anche il ruolo fondamentale dell’artigianato, di fattura manuale, in contrapposizione all’avanzare dell’industrializzazione per la quale invece ogni oggetto poteva essere prodotto in serie. Il movimento prese nomi differenti di paese in paese ma è universalmente noto come Stile Liberty o Art Nouveau e fu fondamentale per un ritorno verso immagini esteticamente belle, rasserenanti e poetiche in virtù dell’utilizzo di fiori, foglie, piante ornamentali e che resero le opere di quel movimento immediatamente riconoscibili e collegate al bel vivere, all’amore per l’estetica e alla capacità di apprezzare piccoli dettagli.

Contemporaneamente alle tematiche principali dell’Art Nouveau, ne emerse anche un’altra più sussurrata, quella cioè di un’inedita liberazione della figura della donna non più legata solo a temi sacri o idealizzata come musa ispiratrice bensì cominciò a essere raffigurata nella sua umanità, nel suo essere anche a volte provocante, affascinante, sicura di sé e, perché no, anche frivola. Impossibile dimenticare opere simbolo dell’epoca come quelle di Alfons Mucha e di Gustav Klimt, in cui il gusto estetico si coniugò perfettamente alle emozioni che quelle immagini comunicano all’osservatore.

Dalla concezione dell’importanza della natura e della delicatezza all’interno della quale chiudersi per scoprire se stesso e manifestare ciò che altrimenti resterebbe inconfessato e inespresso, parte Mario Malacrinò, calabrese e marchigiano di origine ma naturalizzato torinese ormai da moltissimo anni, nelle cui opere si mescola però anche la finezza decorativa giapponese, l’Espressionismo più etereo per il modo in cui narra i volti femminili protagonisti dei suoi ritratti e più idealizzato proprio per quel velarne i dettagli, stilizzarne le forme e nascondere ciò che non è essenziale per il risultato finale. La scelta di adornare, contornare, evidenziale le donne raccontate, con petali di fiori, macchie di colore in accordo con le sensazioni che l’artista intende, o meglio desidera, esprimere, si trasforma nella sua caratteristica principale, quel dettaglio in virtù del quale Malacrinò diviene immediatamente riconoscibile.

deep1 mario malacrinò
1 Deep1

Il tratto del disegno, non più netto e fortemente definito come nell’Espressionismo tradizionale bensì solo accennato, diviene funzionale per descrivere la forma di quei volti, forma che non può però esistere senza la sostanza la quale preme per emergere, si libera attraverso la presenza di quegli ornamenti floreali che sembrano voler colorare lo stato d’animo vissuto dalle protagoniste, avvalorando il messaggio che l’artista inserisce nel titolo. Come nell’Art Nouveau inoltre, le donne, seppure umane con le loro fragilità e debolezze, sono raccontate sempre in modo etereo da Mario Malacrinò, come fossero fonte di ispirazione per l’universo maschile e anche rassicuranti per la loro capacità innata di accogliere e convivere con quelle emozioni che a volte fanno paura. Più le sensazioni narrate sono piacevoli e serene più l’artista tende a dettagliare le immagini e i fiori con cui adorna le sue opere, più le emozioni si fanno intime e profonde, esistenziali, e più i volti si dissolvono quasi a sfiorare l’Informale, forse perché nel momento dell’approfondimento è necessario distaccarsi dalla forma esterna per tuffarsi e navigare all’interno di un mondo fragile, delicato, che deve rimanere nascosto al resto del mondo per non essere ferito, per non essere scoperto e dunque esposto.

dietro un anello di smeraldi
2 Dietro un anello di smeraldi
abito di seta cobalto
3 Abito di seta cobalto

Nelle opere Dietro un anello di smeraldi e Abito da sera cobalto è evidente la solarità, l’attenzione al dettaglio legato al senso dei titoli che racconta quel desiderio di mostrarsi e di manifestare la leggerezza di un momento spensierato, e di lì a poco conviviale, nel quale Malacrinò riesce a esprimere il senso di attesa, di trepidazione per ciò che avverrà, quando le donne protagoniste si apriranno al mondo per lasciarsi andare all’allegria di un frangente in cui possono non pensare a quel mondo interiore che fa parte di loro. È questo che lasciano intravedere gli sguardi descritti dall’artista, la profondità in equilibrio con l’amore per il bel vivere che appartengono alla natura femminile e che convivono senza che l’uno escluda o prevarichi l’altro.

ritratto di nobildonna
4 Ritratto di nobildonna
rosa antico
5 Rosa antico a un ritmo delicato

Anche Ritratto di nobildonna e Rosa antico a un ritmo delicato sono legati all’immagine, delicata, eterea ma pur sempre esteriore che non induce l’artista a dissolvere le espressioni anzi, le lega a una serenità interiore che fuoriesce all’esterno, fino ad espandersi alla morbidezza dei volti e delle acconciature, come se tutto si armonizzasse con lo scrigno interiore.

malinconica rapsodia di fiori
6 Malinconica rapsodia di fiori

Poi però, quando scende nel campo più intimo, quello in cui le protagoniste assolute sono le emozioni e l’introspezione necessaria per osservarle e comprenderle, Malacrinò dissolve i dettagli, li rarefà, come se non potessero essere delineati e determinati perché in fondo non lo sono neanche le sensazioni che racconta nei titoli, Malinconica rapsodia di fiori, Ultima dolce sinfonia, l’immagine in copertina articolo, che divengono esternazione di un sentire intenso, forte, travolgente al punto di necessitare l’indefinito per potersi definire ed emergere verso la consapevolezza.

l'insopportabile caos della materia poco prima di essere cosciente
7 L’insopportabole caos della materia

Acquerelli, acrilico, carboncino sono i materiali utilizzati da Mario Malacrinò per esprimere la sua creatività, su supporti in legno, carta, cartone, dimostrando anche un eclettismo artistico che lo porta a sperimentare e a misurarsi con se stesso inseguendo solo e unicamente il proprio impulso creativo. Costretto per motivi e scelte personali ad abbandonare la pittura per lungo tempo, Mario Malacrinò ha ritrovato quella spinta irrefrenabile a ricominciare a dipingere e a manifestare il suo delicato ed empatico mondo interiore attraverso uno stile personale e avvolgente.

CONTATTI-MARIO MALACRINÒ
Email: malacrino.mario@gmail.com
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Sito web: https://www.saatchiart.com/all?query=mario%20malacrino