“Late apology”, il nuovo singolo di Oliver

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foto di Nicola Allegri

MILANO – È in radio e in digitale late apology il nuovo singolo di OLIVER con gli arrangiamenti di Roberto Gramegna e Ettore Gilardoni e la produzione di Vince Tempera (Zelda Music / Believe), brano acustico, di ispirazione brit-pop che esprime equilibrio assieme ad una melodia avvolgente con arrangiamenti minimalisti, ma estremamente caratterizzanti.

“Ho scritto questo brano per riflettere su una vicenda irrisolta del mio passato e, nello stesso tempo, creare un ponte verso il mio futuro sia personale che musicale – afferma OLIVER – avevo diversi sentimenti repressi per la fine di un’importante storia d’amore. Per lungo tempo non ho voluto affrontarli e confrontarmi con quanto accaduto. Nonostante la frustrazione per essere arrivato in ritardo con la mia ‘fucking stupid late apology’ sono riuscito, tuttavia, ad elaborare e raccontare i miei sentimenti con una certa leggerezza, nonostante il mio forte coinvolgimento. Tutto questo si è tramutato in un singolo di genere brit-pop acustico che è innovativo nell’equilibrio tra la melodia che ho composto e gli arrangiamenti minimalisti a contrapposizione della profondità delle sensazioni interiori. Tra l’altro il video di ‘late apology’ rappresenta molto bene questo mix trovato tra parole e musica. Spero che questo brano possa interpretare situazioni e stati d’animo comuni a molte altre persone giovani o no. Per questo motivo sono molto contento che sia nato in inglese, cosa che mi aiuta a raggiungere una platea di persone ancor più ampia”.

“Per il video – racconta il regista Tommaso Crisci – abbiamo scelto una location che trasmettesse una certa intimità tra un gruppo di amici e il protagonista afflitto dalla rottura di un rapporto d’amore.  La cosa vissuta è stata messa in contrasto con l’atteggiamento, a tratti indifferente e a tratti empatico, degli amici a ben rappresentare una situazione giovanile comune in cui il gruppo si chiude intorno all’amico ma con livelli di partecipazione differenti. La figura del chitarrista, il saggio e maggiormente esperto per antonomasia, è stata raffigurata come immutabile e costante nel suo battere il ritmo e scandire l’armonia, quasi come fosse il neutro traghettatore di questo flusso di emozioni. La location vintage e i colori caldi fortemente voluti anche dall’artista hanno dipinto la cornice di un quadro di quotidianità delicato quanto, a volte, surreale se non grottesco”.