“Le mie epidemie”, il libro di Donato Greco con Eva Benelli

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le mie epidemieL’arrivo del Covid_19 in Italia e nel mondo, con uno sguardo alle epidemie del passato, in cui emerge l’importanza di fare “epidemiologia di campo”. Pubblicato il libro “Le mie epidemie” scritto dal Dr. Donato Greco, Socio onorario della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) in collaborazione con la giornalista scientifica Eva Benelli.

Con il Covid_19 si è presentata un’occasione per “fermarsi” e guardarsi indietro. Pensare a cos’è accaduto nel passato per quanto riguarda il diffondersi di malattie e fare un’attenta riflessione ed analisi. È ciò che ha fatto il Dr. Donato Greco, Socio onorario della Società Italiana d’Igiene e membro del Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid_19, con “Le mie epidemie”, un volume scritto in collaborazione con la giornalista scientifica Eva Benelli. Dal colera di Napoli all’epidemia di ebola scoppiata in Africa, passando per diverse altre che, in passato, hanno colpito il nostro Paese e diversi altri in tutto il Mondo.

Un’opportunità, quindi, per far emergere l’evoluzione di queste epidemie e l’importanza di trovare una soluzione, in cui fondamentale è fare “epidemiologia di campo”.

“Per combattere e prevenire le malattie infettive bisogna studiarle – afferma il Dr. Donato Greco, Socio onorario della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) – Non basta farlo al computer o consultando la letteratura, ma serve indagarle sul campo. Una per una. Io l’ho fatto per oltre 50 anni, sia all’Istituto Superiore di Sanità che in altri posti, per conto dell’OMS. Di 51 epidemie ne ho estratte 25: dal colera di Napoli all’epidemia di ebola in Africa, passando per la poliomelite in Tagikistan e tante altre epidemie italiane in cui ho applicato il metodo analitico e non solo quello descrittivo. Il metodo analitico significa confrontare esposti/non esposti a singolo fattore di rischio, identificarli in modo da incidere sulle modalità di trasmissione e quindi prevenire il ripetersi futuro di queste malattie”.