“Lei aspetta” è il nuovo brano di Lorenzo Semprini: “Una nuova sfida per me”

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“Dipende da dove ti metti, ma da qualsiasi parte la guardi ‘Lei aspetta’ è parte del viaggio, perché affronta temi con i quali ci confrontiamo tutti i giorni: la paura, il distacco, l’equilibrio da trovare dopo una caduta, la fatica di rialzarsi, le ferite, il destino”

Dal 14 maggio è disponibile in rotazione radiofonica “Lei aspetta”, brano che anticipa il primo album da solista di Lorenzo Semprini in uscita nel 2021. Il singolo è presente sulle piattaforme di streaming dal 7 maggio. La paura è un sentimento che ti può circondare ed impedire di respirare; può arrivare all’improvviso, oppure attendere paziente come un equilibrista sull’argine di un fiume. Prima o poi tutti cadiamo, ma l’importante è trovare il modo per provare a rialzarsi, magari con ammaccature e lividi: “Lei aspetta”, nuovo brano di Lorenzo Semprini, parla di questo, cantando l’arte di essere fragili e sentirsi comunque forti. Il ritornello del pezzo è, musicalmente e liricamente, un invito a riscattarsi e a cercare la propria voce. Il brano è prodotto da Gianluca Morelli di Deck Recording Studios ed è stato suonato da Marco Ferri alla batteria, Francesco Pesaresi al basso, Riccardo Maccabruni (Mandolin Brothers) all’organo, Beppe Ardito (Miami & the Groovers) alla chitarra solista e dagli stessi Morelli e Semprini alle chitarre elettriche ed acustiche.

Lorenzo Semprini ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Lei aspetta” è il tuo nuovo brano, di che cosa si tratta?

Si tratta di una nuova sfida per me. Dopo anni ad aver scritto e suonato in inglese con la mia band Miami & the Groovers ho deciso di intraprendere questo nuovo percorso cantato in italiano e circondandomi di diversi musicisti. Ho cercato di coniugare la mia passione per il suono anglosassone alla nostra lingua, per abbattere una barriera che esiste in Italia con l’inglese. Sono molto contento del risultato anche del suono, curato da Gianluca Morelli di Deck Recording Studio e per ora i feedback che sto ricevendo sono davvero ottimi. Inoltre il brano è accompagnato da un videoclip molto interessante prodotto da Deck Lab, una storia ambientata in un hotel molto particolare di Rimini dove la portagonista si ritrova bloccata in una specie di labirinto.

Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?

Partendo dal fatto che ognuno nelle canzoni ci trova la propria chiave interpretativa, “Lei aspetta” parla fondamentalmente dell’essere fragili nella forza ed essere forti nella fragilità. Detto così sembra un gioco di parole ma in realtà non lo è affatto. Tutti nella vita prima o poi cadiamo e ci facciamo male, a volte a causa nostra ed altre a cause di dinamiche non controllabili da noi. In quel momento possiamo ritrovare la nostra forza, come nel ritornello della canzone , ed urlare la nostra rabbia, la nostra voglia di rialzarsi e provare a resistere. In questa canzone abbiamo cercato di rendere la parte musicale coerente tra strofe dinamicamente più controllate all’esplosione del ritornello. La “lei” della canzone può essere una persona ma anche qualcosa, la paura ad esempio, che spesso ci blocca e ci fa cadere in errore.

Il brano anticipa il tuo primo album solista, cosa ci attende?

Sì, ho lavorato per quasi 2 anni a 12 nuove canzoni in italiano. L’album uscirà ad inizio autunno, ma per chi aderirà al crowdfunding che sta per partire ci sarà la possibilità di averlo con 2 mesi di anticipo. Nel disco han suonato 22 musicisti tra cui Federico Mecozzi (violinista di Ludovico Einaudi), Vanessa Peters, Daniele Tenca, “Don Antonio” Gramentieri, Alex Valle (polistrumentista di Francesco De Gregori), Elisa Semprini e tanti altri che hanno reso questa esperienza davvero unica. Inoltre sono molto fiero di dire che Massimo Cotto, storica voce di Raistereonotte e Virgin Radio, ha scritto le liner notes dell’album e che sarà con noi in qualche data promozionale di presentazione dell’album.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Innanzitutto da fan ed ascoltatore. In casa mia per fortuna la musica ha sempre risuonato da radio, audiocassette (per i più giovani sono supporti che si usavano negli anni ’70 ed ’80 soprattutto). Ho sempre ascoltato tanta musica. Il primo colpo di fulmine è stato a 10 anni con Bruce Springsteen e da lì in poi sono stati anni ed anni di tanti ascolti dai Run Dmc a Madonna, dagli Stones ai Clash, da Battisti a Vinicio Capossela, da Morricone a The tallest man on earth. Sono e rimango un fan della musica. La chitarra ho iniziato a suonarla piuttosto tardi quando avevo 16 anni circa. Da lì in poi è stato un viaggio inaspettato e bellissimo con 20 anni di Miami & the Groovers, con cui continuo a suonare regolarmente, 5 dischi registrati, migliaia di concerti fatti in giro per il mondo e tanti sogni realizzati.