‘‘Lockdown down’’, il nuovo singolo di Luca Mongia: l’intervista

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luca mongia

“La chitarra slide insieme all’ukulele sono i protagonisti di questo singolo che accompagnano le sensazioni di quello che è stato il mio Lockdown”

Da sabato 30 ottobre su tutte le principali piattaforme digitali è disponibile “Lockdown down”, il nuovo singolo di Luca Mongia. Pubblicato dall’etichetta discografica PlayCab, il brano verrà distribuito in oltre 250 negozi online, tra cui Spotify, Apple Music, iTunes, Amazon e Google Play. Dopo “Bugia” e “Invisibile”, “Lockdown down” è il terzo singolo del cantautore abruzzese che anticipa la pubblicazione del suo nuovo album, “Invisibile”, prevista nel mese di novembre. L’intero disco è un’autoproduzione, tutta suonata e arrangiata da Luca Mongia, che si avvale della collaborazione del sound engineer Alberto Paparella. Con un linguaggio sfacciatamente blues e un ritornello che ammicca ad un successo d’annata di Freddie King, “Lockdown down” vuole sdrammatizzare su quello che rimarrà uno dei momenti più bizzarri della nostra vita.

Luca Mongia ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Lockdown Down di cosa si tratta?

Insieme a Bugia e Invisibile, Lockdown Down è il terzo singolo che farà parte del mio ultimo disco che si chiama Invisibile e che verrà pubblicato e distribuito dalla PlayCab Productions.

Cosa vuoi trasmettere con questo brano?

Le uniche volte che ho sentito persone parlare di chiusura forzata o coprifuoco venivano dai racconti di guerra dei miei nonni, e aver vissuto oggi questa realtà mi ha fatto un certo effetto, non potevo non scriverci una canzone. I tempi sono diversi, ma il parallelismo con quello che è stato in passato è legittimo e fa venire i brividi, la differenza è che adesso combattiamo un nemico invisibile chiamato covid19, o per alcuni un complotto mascherato da virus. La canzone sdrammatizza questo tragico momento con aria scanzonata, un andamento blueseggiante e con un ritornello ruffiano che gli appassionati del genere sapranno riconoscere in un celebre brano di Freddie King. La chitarra slide e l’ukulele sono i protagonisti di questo singolo che accompagnano le sensazioni di quello che è stato il mio Lockdown.

Che tipo di accoglienza ti aspetti?

Avere feedback positivi fa sempre piacere, regala buoni stimoli e la giusta motivazione per continuare a produrre rimanendo sempre autentici. Per me fare musica è da sempre una esigenza e rimane parte predominante della mia vita, per cui metto a sua disposizione tutta la mia creatività insieme alle mie emozioni e al mio vissuto, a prescindere dalle aspettative.

Come è avvenuto l’incontro con Alberto Paparella?

Conosco Alberto da quasi vent’anni, ci siamo incontrati la prima volta nel music store che frequento da sempre dove lui veniva spesso, in quel periodo lavorava con la Yamaha Instuments Italia come dimostratore dei banchi mixer digitali. E’ nata da subito una forte amicizia, abbiamo poi collaborato sia in spettacoli dal vivo che in altre produzioni e in quest’ultima mi sono praticamente trasferito nel suo studio durante tutto il periodo del coprifuoco per missare le tracce che avevo registrato a casa durante il Lockdown. Senza di lui non avrei ottenuto lo stesso risultato, Alberto mi ha dato una grossa mano a trovare il suono giusto per l’intero disco.