Made in America è il singolo di debutto di Francesco Danny Martines

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“Made in America è un viaggio su una decapottabile, il profumo sulle mani, un film con le star di Hollyiwood al cinema di provincia, un giro in centro… una birra chissà, una vita chissà…”

made in americaVenerdì 4 giugno 2021 il singolo di debutto del cantautore Francesco Danny Martines dal titolo Made in America, fuori per Supersugo Dischi. Entrate in questo nuovo mondo di un pop oscuro e cinico, per tutti quelli che hanno vissuto almeno una volta un amore di provincia, per chi è stato solo per tanto tempo, e per chi si mette a confronto (perdendo, ovviamente) con Robert De Niro.

Francesco Danny Martines ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Made in America” è il tuo singolo di debutto, di che cosa si tratta?

Made in America è un viaggio su una decapottabile, il profumo sulle mani, un film con le star di Hollyiwood al cinema di provincia, un giro in centro… una birra chissà, una vita chissà …

Cosa vuoi trasmettere con questo lavoro?

In “Made in America” credo di raccontare le relazioni (soprattutto quelle di questi tempi moderni) da due prospettive diverse, a tratti opposte… Una è quella del puro piacere, della passione e del piacere impulsivo. L’altra invece è quella più romantica e tenera, come può essere la fase che ritengo più bella dell’innamoramento,ovvero quella inziale, dove a volte sono proprio i sentimenti a farci fare dichiarazioni incredibili ma allo stesso tempo a farci sentire vulnerabili. Parlo della paura di non essere abbastanza speciale per la persona amata. Parlo della paura da abbandono, del timore di rimanere soli, senza nessuno che possa prendersi cura dell’altro, nell’affrontare in solitudine tutte le diverse prove alle quali la vita ci espone.

Come vivi questo tuo debuttodiscografico?

Beh… Sicuramente lo vivo con tantissimo entusiasmo ma allo stesso tempo con un pò di agitazione. Vorrei spaccare a metà (in senso positivo ovviamente) i cuori degli ascoltatori. Vorrei che la gente si innamorasse di altra gente grazie a “Made in America.” Una delle cose più belle che potrebbe accadere con il mio singolo di debutto (a parte il fatto di ricevere attenzione mediatica dagli addetti ai lavori ovviamente) è che una o più persone, in un giorno non molto lontano, possano scrivermi un messaggio con su scritto: “E’ proprio grazie a Made in America che la mia attuale ragazza si è innamorata di me” oppure magari nche soltanto “ho chiesto un appuntamento alla tipa che mi è sempre piaciuta dedicandole Made in America e lei ha accettato” (sono un romanticone, lo so).

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Credo di essermi avvicinato alla musica prima ancora di avere un età. Sin da quando ero nel grembo di mia madre per intenderci! Lei ascoltava molta musica quando aspettava me (Vasco Rossi su tutti). Da bambino poi, avevo cinque anni si e no, ricordo lo stereo di mio fratello in salotto. Ero estremamente affascinato da quello che ritenevo un oggetto magico. Una volta iniziai a smontarlo perchè volevo capire cosa ci fosse dentro quella scatola di plastica e fili. Oltre che sentire volevo “vedere” la musica. Mio fratello si arrabbiò un “pochino” XD… A Vent’anni fondai la mia pima rock band. A ventidue iniziai lo studio di uno strumento (la chitarra) perchè volevo scrivere canzoni tutte mie e a trentanni ho conosciuto Marco Carnesecchi ed Alex Marton, i miei attuali produttori che hanno sin da subito creduto nelle mie potenzialità e con i quali collaboro per la noenata etichetta Supersugo Dischi.