Mandelli (Fofi): “I farmacisti siano protagonisti dell’assistenza sanitaria di base”

ROMA – “Il primo e più importante obiettivo del Servizio sanitario nazionale deve essere il potenziamento dell’assistenza territoriale,  per la presa in carico del paziente cronico, e l’avvio di una vera politica di prevenzione, e tutto questo non è possibile senza il coinvolgimento del farmacista di comunità e della farmacia, come presidio polifunzionale. Un esempio per tutti sono le campagne vaccinali: in 27 Paesi sono ormai anni che i cittadini possono effettuare le vaccinazioni in farmacia”. Lo ha affermato il presidente della Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti), On. Andrea Mandelli ospite del webinar “La professione del farmacista, alla luce delle prospettive future” promosso dall’associazione Futurpharma.

“Gli ospedali, come ci ha insegnato anche la pandemia della Covid-19, ha spiegato l’On. Mandelli, “devono occuparsi degli eventi acuti, dell’alta specialità, mentre i pazienti cronici  stabilizzati  devono essere seguiti da una rete di prossimità  che veda la collaborazione tra farmacisti, medici di medicina generale e infermieri e il ricorso a tecnologie come la telemedicina, il teleconsulto e soprattutto i sistemi digitali  per la condivisione  dei dati. Questo, richiede senz’altro un’evoluzione culturale del Farmacista,  cui però deve corrispondere anche una sua maggiore presenza in tutti gli ambiti in cui si ricorre al farmaco, a cominciare dalle residenze sanitarie e dalle case di cura”. Numerosi i farmacisti, domenica 5 luglio all’incontro creato da Futurpharma, presieduta dalla dottoressa Rossana Matera. Tra i presenti, il responsabile nazionale del progetto “Il farmacista in cliniche e case di cura”, Piero Pranzo e il referente nazionale per le professioni sanitarie di Futurpharma, Marcello Potenza.

Non ultimo, tra gli ospiti d’onore, l’avvocato Alessandro Diotallevi e Roberto Di Giulio, Rappresentante Nazionale del Progetto per il riconoscimento sanitario del ruolo professionale del Farmacista. L’incontro è stato moderato dal Dr. Andrea de Battaglia, che nella sua introduzione, ha ricordato come durante la fase di emergenza sanitaria i farmacisti “pur avendo un contratto del commercio non si sono tirati indietro, e si sono rimboccati le maniche e hanno fatto del proprio meglio con grande responsabilità individuale e collettiva, a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale.

In occasione dell’incontro, Futurpharma ha voluto lanciare un ulteriore messaggio, chiaro e preciso, riguardo alla figura del farmacista e delle altre professioni sanitarie: “Ci associamo alla voce del presidente della Fofi, Andrea Mandelli”, ha spiegato Marcello Potenza, “e chiediamo a gran voce il superamento del vincolo di incompatibilità con le altre figure professionali sanitarie ad eccezione fatta delle professioni mediche, il cui vincolo di incompatibilità,  deve invece, continuare ad esistere. Questa incompatibilità si risolverà soltanto con la  modifica dell’art. 102 del Tulss”.

Il farmacista che ha conseguito un opportuno titolo di studio abilitante, sia il titolo di biologo piuttosto che di chimico, piuttosto che di tecnico audiometrico o altro deve essere libero di poter esercitare contemporaneamente un’altra professione sanitaria, sicuramente dentro, come al di fuori dalla farmacia e parafarmacia, andando così a colmare uno squilibrio ingiusto che negli ultimi anni ci vede particolarmente penalizzati rispetto ad altre professioni sanitarie”.

“Siamo convinti che il farmacista dovrebbe essere presente ovunque”, ha spiegato Piero Pranzo, “Ci risulta che vi siano problemi rilevanti dove il farmacista non è presente: mancato risparmio per il servizio sanitario, una non adeguata aderenza terapeutica per i pazienti, minore efficienza per le altre figure sanitarie presenti nelle strutture che richiederebbero una presenza costante dello specialista del farmaco. Mi riferisco a case di cura, cliniche private, RSA, RSSA, case di riposo, hospice privati, carceri, case protette e comunità terapeutiche. Ma mi riferisco anche al farmacista di reparto negli ospedali”.

A riguardo, ad intervenire all’importante riflessione, anche Roberto Di Giulio, il quale ha rimarcato come  “il contratto dei farmacisti collaboratori  risulti essere scaduto per la parte legislativa da oltre 10 anni e che dunque risulti essere obsoleta e anomala ormai da diversi anni.  “Riteniamo – ha spiegato – il referente nazionale del Progetto per il riconoscimento sanitario del ruolo professionale del Farmacista, che sia necessario un rapido e doveroso adeguamento normativo anche in base all’evoluzione che ha subito l’attività del farmacista territoriale in questi anni. Entrando un po’ nello specifico negli ultimi mesi durante il periodo d’emergenza Covid, ci siamo resi conto che,  carte alla mano e  con i vari provvedimenti che si sono susseguiti, si è chiarito finalmente che la farmacia risulta essere un servizio pubblico essenziale di vendita al dettaglio piuttosto che il primo punto di accesso pubblico alla salute, dove ridefinire il ruolo del farmacista che deve essere considerato univoco, tra gli attori principali del mondo  della sanità”.

Incisivo, nel corso del webinar, anche l’intervento dell’avvocato Alessandro Diotallevi,  i farmacisti “sono la classe professionale meno rappresentata e meno ascoltata in Parlamento. Di questo passo, il Sistema Sanitario Nazionale – ha asserito l’Avv. Diotallevi –  non andrà molto avanti! Senza i farmacisti, non ci potrà mai essere un cambiamento effettivo. I farmacisti, è giusto che siano in prima linea e siano protagonisti del Servizio Sanitario Nazionale”.

“FuturPharma, ha concluso il presidente di Futurpharma, Rossana Matera, “ritiene che da un punto di vista di azioni per la salute collettiva, vi sia il forte bisogno di intraprendere, con più convinzione azioni di prevenzione, di promozione della salute, di educazione sanitaria, di aderenza terapeutica e gestione delle cronicità, al fine di rafforzare il processo di miglioramento delle conoscenze, della consapevolezza, degli atteggiamenti, delle abitudini, e dei valori che mettano in grado le persone e le comunità di avere un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla; da un punto di vista di servizio sanitario, sarà importante rafforzare tutte le attività dei servizi sanitari e sociosanitari sia a livello ospedaliero che sul territorio, ridisegnando nuovi percorsi condivisi con gli altri professionisti ed operatori della Salute, in cui le varie competenze interagiscano in alleanza per il benessere dell’individuo e della collettività, quindi per un miglioramento del livello di Salute pubblica, ma anche per un risparmio e razionalizzazione della spesa sanitaria e per una migliore efficientazione e valorizzazione delle stesse professioni sanitarie. Se vogliamo essere reintegrati a pieno titolo nel Servizio sanitario nazionale e considerati professionisti indispensabili per la salute pubblica anche dagli altri operatori sanitari, è necessario che il cambiamento parta da noi e dall’interno della nostra categoria, per troppi anni ormai assoggettata soprattutto alle leggi di mercato e di concorrenza. Siamo di fronte ad un bivio epocale in cui, in primis noi farmacisti dobbiamo decidere su quale sedia vogliamo sederci… se su quella del commercio, che noi come Futurpharma vediamo pericolosa, controproducente e per nulla pertinente al nostro reale ruolo sanitario, oppure quella che invece opportunamente rispecchierebbe il nostro percorso medico-scientifico e che noi riteniamo l’unica possibile in un’ottica professionalizzante”.