Milano, alla scoperta del videoclip dei Re Del Kent: l’intervista

23

Re del Kent sono una band alternative rock… Non nascono nel Kent nel 500… Ma nel 2019 a Milano, il giorno in cui il mondo celebra Sant’Etelberto, per loro, unico vero re del Kent

Dopo l’anteprima per Rockon, fuori ovunque il video di Milano, ultimo singolo de Re Del Kent che segue la pubblicazione del loro album d’esordio dal titolo Sottocultura. La band milanese continua con la propria mission di far sopravvivere la scena alternative rock con testi in italiano, ispirandosi a band che hanno segnato gli anni Novanta e Duemila quali Zen Circus, Teatro degli Orrori, Ministri e Fast Animals And Slow Kids. Contro ogni tendenza, nell’anno più difficile che il settore musicale ha incontrato da molto tempo, ecco un disco che, già dal titolo, ci impone la propria Sottocultura.

I Re del Kent ci hano gentilmente concesso un’intervista.

“Milano” ha anche un video, come si caratterizza?

L’idea del video nasce dalla volontà di voler raccontare la scrittura di un brano, aspetto fondamentale della band e a cui teniamo particolarmente. Oltre a quello abbiamo giocato con toni un po’ freddi, per entrare meglio nel mood milanese 😉 RIngraziamo come sempre il nostro Lorenzo Destrieri per il grande video!

Com’è stato accolto il brano?

Il brano sta andando abbastanza bene, soprattutto il video nonostante sia da poco uscito sta avendo un discreto numero di visualizzazioni grazie al nostro lavoro di promozione. Comunque le nostre mamme dicono che è una bella canzone e noi siamo felici così.

Cosa volete trasmettere con questo lavoro?

Che a Milano c’è la nebbia. Scherzi a parte, Milano è una canzone che tratta di giorni andati facendo, paradossalmente, riferimento a temi molto vicini all’anima di un artista. Milano fa da sfondo a questa storia triste, ricca di malinconia, in cui i sogni sono nascosti dietro i banchi di nebbia della città. Semplicemente si cerca di trasmettere la nostra identità attraverso le canzoni

Come nasce il vostro progetto musicale?

Dario e Omar si sono conosciuti in sala prove e una volta andato a rotoli il loro primo progetto hanno trovato un annuncio di un batterista disperato, Max. Il quale ha avuto la bella idea di portare Dani nel gruppo, il suo project manager a lavoro. Ovviamente non lavorano più insieme… Abbiamo iniziato a fare quello che facciamo come qualsiasi persona inizia a fare qualcosa che gli piace e nel giro di qualche mese ci siamo ritrovati a registrare un ep.