Cultura

“Nero Gotico”, Alessio Evangelista pubblica il suo primo libro di poesie

Il poeta e giornalista Alessio Evangelista racconta la nascita del suo libro, tra autobiografia, simboli notturni e nuovi progetti in arrivo

Prima di diventare autore poetico, Alessio Evangelista ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell’editoria proprio sulle pagine de L’Opinionista, distinguendosi nella sezione sport e musica per sensibilità narrativa e capacità di trasformare il racconto giornalistico in un’esperienza emotiva. Negli anni ha portato avanti il percorso professionale che lo ha condotto al tesserino da pubblicista, consolidando una scrittura matura, riconoscibile e sempre più personale.

Oggi Evangelista debutta con un libro di poesie che segna una svolta creativa importante. Lo abbiamo intervistato per capire come nasce questo progetto e quali mondi si nascondono dietro le sue parole.

Come nasce l’idea di scrivere un libro, per altro di poesie? L’idea è nata quasi per caso, non è stata cercata. Negli ultimi due anni ho scritto molto, ma ho sempre tenuto tutto per me, come se avessi paura di esporre quei pensieri. Poi, grazie a persone importanti, ho trovato il coraggio di condividere queste poesie e di racchiuderle in un progetto coerente con il loro significato.

Quanto c’è di autobiografico e quanto di fantasioso? C’è molto di me, forse troppo. Alcuni passaggi vanno letti in chiave metaforica o metafisica. La notte, come non-luogo, mi affascina da sempre ed è lì che sono nate la maggior parte delle poesie. Ci sono anche testi frutto di fantasia o legati a sogni particolari.

Dopo l’esperienza giornalistica con noi, pensi di proseguire sulla strada poetica o tornerai alle origini? Credo che la poesia sia la mia strada, almeno per ora. Ho sempre cercato risposte nei versi dei poeti, anche meno noti, trovando frammenti della mia vita nelle loro parole. La poesia ti offre flash che puoi riempire come vuoi, secondo ciò che vedi o senti.

Il sentimento sembra essere il filo conduttore del tuo lavoro, ieri come oggi. È così? Assolutamente sì. Il sentimento lega ogni mio scritto, che sia un articolo o una poesia. Ha infinite sfumature, come un verbo infinito. Nulla è bianco o nero: dipende dalla luce con cui osserviamo le cose e dal sentimento che ci permette di farci rapire da esse.

Il titolo del libro evoca un’atmosfera cupa. Dentro le pagine c’è spazio anche per la speranza? Dipende da cosa intendiamo per speranza. Per me è proprio la notte a rappresentarla: è la mia ancora, il luogo in cui posso essere libero. La notte ti guarda dentro e non puoi mentire. Da lì nascono pensieri più cupi, ma sono quelli che tutti facciamo almeno una volta fissando il soffitto o il cielo.

Esiste un filo conduttore tra poesie che sembrano molto diverse tra loro? Sì, ed è ancora la notte. In essa c’è un mondo che si può plasmare anche attraverso dettagli semplici: lampioni, occhi immaginari, persone reinventate. L’oscurità diventa un teatro di maschere nude.

Termini come “ossessione” e “occhi scuri” ricorrono spesso. Volevi dare un’impronta precisa alla lettura? Sì. Volevo far immergere subito il lettore in ciò che sento e che, in qualche modo, potrebbe accomunare autore e lettore. A volte proviamo vergogna nell’immaginare certi scenari, ma i primi riscontri mi hanno mostrato che navighiamo verso gli stessi orizzonti mentali.

Nel libro compaiono figure femminili come la principessa senza volto o Esmeralda. Hanno un significato particolare? Le donne sono la metà dell’universo che splende. È stata una donna a credere fortemente in questo libro: la donna della mia vita. Alcuni personaggi nascono dai sogni, ma credo che molte lettrici e lettori possano riconoscersi in quelle figure. Sento di avere una parte femminile che emerge nei momenti di smarrimento.

Venezia e Roma compaiono tra i tuoi scenari poetici. Come ti hanno ispirato? Sono città che amo e che lasciano un’impronta indelebile ogni volta che ci torno. Nel libro le descrivo con un tono diverso, gotico, in linea con il filo conduttore dell’opera.

Possiamo aspettarci un seguito o nuovi progetti? Sì, l’opera avrà un seguito: sarà un viaggio dal cuore della notte all’alba. Sto lavorando anche a un altro grande progetto, ma per ora non posso dire di più. Ne sentirete parlare.

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Direttore L'Opinionista
Argomenti: Intervistelibri

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