“Non vi appartengo” è il nuovo singolo di Torchio: il significato

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Il cantante: “Sin da ragazzino mi capitava di essere troppo buono per stare con i cattivi e troppo cattivo per i buoni”

Fuori da domenica 31 gennaio il nuovo singolo di Torchio dal titolo Non vi appartengo, un nuovo capitolo che ci accompagna all’uscita del nuovo omonimo album in uscita prossimamente per OHIMEME. Un brano che descrive questo sentimento di frustrazione, più attuale che mai, che si prova a collezionare rivoluzioni che non esplodono mai. Il brano è il terzo singolo estratto dall’album dal titolo Non vi appartengo.

Torchio ci ha gentilmente concesso un’intervista.

“Non vi appartengo” è il tuo nuovo singolo, come nasce?

Sin da ragazzino mi capitava di essere “troppo buono per stare con i cattivi e troppo cattivo per i buoni”, insomma un’animo da cane sciolto. Le canzone è tutta li, nel bisogno di libertà.

Si tratta di un’ulteriore tappa verso l’uscita del tuo nuovo album, ci puoi dare qualche anticipazione?

L’album è composto da canzoni che mi assomigliano. C’è il piglio rock che non si perde ma lascia spazio anche ad una fase più profonda del mio andare. Ci sono le contraddizioni e fragilità umane che s’imparano a gestire soltanto vivendo, sbagliando anche ma amando sempre.

Sei definito come un ‘animale da palcoscenico’, come nasce questa tua inclinazione e quanto ti manca l’attività live?

Mah!? Diciamo che il palco mi fa bene e la musica ancor di più. Anche se fondamentalmente sono un timido. “La timidezza è un dono che gira dentro e può non temere il palco o un silenzio, il pubblico o mille telecamere. La timidezza dolcemente si arrende nei momenti più semplici, quando gli impavidi che tutto capiscono nel semplicistico andare la sanno disturbare e giù a confonderla con la presunzione ma la timidezza non suppone, subisce. . .

Come nasce e come si sviluppa il tuo progetto musicale?

Ho sempre fatto parte di una band, mi piace la band ma sentivo il bisogno di dare spazio ai tormenti ed anche alle delizie solo mie. Per farlo però non ho rinunciato alle collaborazioni e condivisioni con altri artisti. Sempre con l’apporto del mio produttore artistico Luca Grossi di Flatscenario. Siamo partiti dal rock per arrivare a situazioni ben più intime e cantautorali che poi è quello che volevamo.