
Sia pure in un quadro caratterizzato ancora da una incertezza per nulla trascurabile, a luglio l’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole è aumentata dello 0,9% rispetto a giugno e dello 0,1% su luglio 2019. Le assunzioni sono tornate a crescere su base annua (+7,1%) dopo quattro mesi di contrazioni molto ampie. Rispetto a dodici mesi fa invece sono diminuite le cessazioni (-26,8%).
La crescita dei nuovi posti di lavoro è dovuta principalmente al discreto andamento della stagione turistica, risultata meno sfavorevole di quanto previsto. Luglio potrebbe segnare una svolta per il mercato del lavoro italiano? È troppo presto per dirlo anche se dopo una perdita cumulata di 556mila posti di lavoro tra febbraio e giugno, proprio a luglio gli occupati sono tornati ad aumentare, benché di appena 85mila unità. L’andamento del mercato del lavoro dipende da più fattori.
A luglio, per tradizione, sui livelli occupazionali incidono principalmente le attività turistiche, a spiccata stagionalità. Non è un caso che le assunzioni in questo mese sono in prevalenza non permanenti. Se in autunno la ripresa congiunturale dovesse irrobustirsi non è escluso un recupero più rilevante dell’occupazione. In attesa del banco di prova di gennaio, quando cadrà il divieto di licenziamento per gli occupati a tempo indeterminato.











